QR code per la pagina originale

UMTS: il progetto si concretizza

Terminate le principali aste UMTS, gli operatori di telefonia si preparano a lanciare i servizi. La situazione aggiornata di quello che accade in Giappone, Stati Uniti ed Europa.

,

Il futuro dei telefonini UMTS, così incerto fino a qualche settimana fa, sembra ora piegare verso la strada giusta. Al clamore degli annunci si è sostituita piano piano una maggiore razionalità e quasi tutti i grandi delle telecomunicazioni mondiali hanno messo in moto la propria macchina: pianificando alleanze, costruendo reti, mettendo a punto piani di sviluppo.



Le migliori notizie arrivano dal Giappone, incontrastato apripista della telefonia di terza generazione. La NTT DoCoMo, la prima società giapponese di telefonia mobile per utenti, ha sciolto la riserva che la legava da mesi e ha annunciato definitivamente la partenza, il primo Ottobre, dei servizi UMTS commerciale. Da quella data gli abitanti del centro di Tokyo (in un raggio di 30 KM) potranno utilizzare i nuovi telefonini. Per la primavera del 2002 sono previste le partenze dei servizi di distribuzione di Video e Musica. La velocità? Tra i 64 Kbps e i 384 Kbps, lontani dai 2 Mbps di picco dello standard.



L’Europa, per il momento, annaspa. Le maggiori difficoltà riguardano la costruzione della rete UMTS che, a differenza ad esempio di quella GPRS, prevede modifiche sostanziali alla rete GSM tuttora esistente. Proprio questo motivo ha spinto alcuni dei più grandi gruppi telefonici europei a cooperare nella costruzione delle infrastrutture. È di questi giorni la notizia che la spagnola Telefonica, la svedese Sonera e l’olandese KPN Telecom hanno raggiunto un accordo per la costruzione della rete 3G in Germania. Simili ipotesi di condivisione di infrastrutture sono state prese dai due operatori francesi.



Fu proprio la Germania, sin dall’inizio dell’anno, a suggerire la cooperazione fra i detentori di licenze europei per tagliare gli enormi costi delle reti di terza generazione. Costi cui poi bisognerà associare anche quelli per i servizi e per i contenuti da veicolare. Tutto ciò senza avere la minima consapevolezza di come potrà reagire l’utente: un puzzle finanziario che per ora rimane senza risposta. Quasi tutti, comunque, fissano la data di partenza entro la seconda metà del 2002.



In Italia il concorrente più agguerrito sembra H3G (ex Andala). L’operatore, che fa capo alla compagnia di Hong Kong Hutchinson Wampoa, ha annunciato che i primi servizi UMTS per l’Italia partiranno nel settembre 2002 con copertura per l’intera Lomabrdia e per le maggiori città italiane. Anche Omnitel fa sapere che il lancio avverrà intorno alla metà del 2002. Per tutti rimane il limite fissato dalla legge: 30 mesi dall’asta (gennaio 2001) per coprire i capoluoghi di regione e altri 30 per i capoluoghi di provincia.



Negli Stati Uniti il presidente Bush ha rinviato l’assegnazione delle licenze UMTS, previste per il 2002, al 2004. Le frequenze su cui viaggiano le reti 3G sono le stesse detenute per licenza dal Pentagono, squassato dagli attentati dell’11 settembre.



Le scommesse sull’UMTS sono altissime. Su questo campo si gioca gran parte della futura concezione che si ha della tecnologia e si giocano molti piani industriali degli operatori di telefonia. Se Internet e il personal computer hanno diffuso la tecnologia negli uffici e nelle case, e se i telefonini hanno fornito il senso della ubiquità della comunicazione, l’UMTS promette di unificare e concentrare in un piccolissimo dispositivo le due frontiere della tecnologia. La comunicazione e l’informazione sarà a portata di tutti, dovunque.

Notizie su: