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Portabilità, dove sei?

Sperimentazione in alto mare, l'accordo tra gli operatori che manca: ancora da chiarire le condizioni del meccanismo per passare da un operatore all'altro mantenendo lo stesso numero. Ma per l'Authority Tlc la Number Portability partirà da aprile, a tutti i costi

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Da aprile potremo cambiare operatore telefonico senza dover rinunciare al numero di cellulare?

Il punto di domanda è più che legittimo. In prossimità della fatidica data che dovrebbe aggiungere un tassello fondamentale per la privatizzazione delle Tlc, della Number Portability non si vede nemmeno l’ombra.

Il meccanismo che consente il mantenimento dello stesso numero di telefono senza vincolo ad un operatore -appunto la Mobile Number Portability (MNP)- è atteso da almeno due anni. L’aprile del 2002 sembrava sinora la data decisiva ma la sperimentazione e l’accordo tra gli operatori sono in alto mare.

Sono ancora molti i nodi da sciogliere. Primo fra tutti quanto costerà cambiare compagnia telefonica? E chi tollererà le spese per il passaggio da un operatore e l’altro.

A questo punto il rischio che l’entrata in funzione della Number Portability si allontani ulteriormente è serio.

Per gli utenti di telefonia mobile non resta che sperare che il gran fermento di questi ultimi giorni, tra i vari operatori e l’Authority Tlc, basti a mettere al riparo da un ulteriore slittamento.

Qualche indizio depone a sfavore. Del regime di sperimentazione, che dallo scorso 30 giugno avrebbe dovuto vedere qualche manciata di italiani sperimentare la wireless portability in vista della piena operatività per aprile, nemmeno a parlarne. Qualche tempo fa era Omnitel (uno degli operatori interessati) a sostenere che l’uso di differenti piattaforme da parte degli operatori necessitasse di un periodo di sperimentazione abbastanza lungo per l’adozione della MNP.

Che in questi tre mesi la buona volontà riesca a recuperare quello che le compagnie telefoniche non hanno fatto nei sei mesi precedenti? Per il momento sulla MNP sembrano prevalere i segnali di disaccordo.

Annunci e smentite, botte e risposte nell’ultima settimana si sono susseguiti. L’accordo sulla Mobile Number Portabilità (MNP) rimbalza tra i sei gestori di telefonia mobile con un nulla di fatto. E la palla ritorna all’Authority Tlc che dall’alto vuole dettare per gli operatori le condizioni di un accordo che non c’è.

Il punto caldo è il costo economico della migrazione tra un operatore e l’altro che vede contrapposti i vari operatori.

Da una parte i gestori Tim, Omnitel-Vodafone e (forse) Wind per l’avvio della MNP in fase sperimentale da febbraio e la partenza ufficiale prevista per aprile. Costo del passaggio 30-35 €.

Di parere opposto H3G. «Non si capisce perché la portabilità dovrebbe costare più dei 10 euro già stabiliti per la telefonia fissa», ha risposto Vincenzo Novari, Amministratore Delegato dell’operatore partecipato da Hutchison Wampoa, alle indiscrezioni del quotidiano Repubblica sull’accordo Tim, Omnitel -Vodafone e Wind. Anche gli altri due gestori (Blu ed Ispe), hanno fatto sapere di non gradire l’intesa.

A mettere ordine tra i punti di vista contrastanti interviene l’Authority Tlc aprendo un’istruttoria.

Tra 30 giorni si conosceranno la condizioni per la Number Portability italiana si legge nella delibera che dà l’avvio alla Commissione infrastrutture e Reti per fissare le condizioni economiche, tecniche e procedurali da inserire nell’Accordo quadro che tutti gli operatori devono firmare per l’adozione del meccanismo.

Intanto il 30 aprile è sempre più vicino e per l’Authority Tlc il tempo per ricucire lo strappo tra i sei operatori di telefonia mobile stringe

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