Legge sull’Editoria: interviene l’Europa
Il Parlamento ratifica una direttiva della Comunità Europea che fa chiarezza sul presunto obbligo di registrazione dei siti Internet presso il tribunale. Ma non si spengono le polemiche riguardanti la Legge sull'Editoria
«Deve essere reso esplicito che l’obbligo di registrazionedella testata editoriale telematica si applica esclusivamente alleattività per le quali i prestatori di servizio intendano avvalersi delleprovvidenze previste dalla legge
Come molti ricorderanno, l’articolo 1 della legge estendevala definizione di prodotto editoriale anche ai siti Internet. Il comma 3stabiliva che, al prodotto editoriale così definito, si applicassero ledisposizioni della Legge sullaStampa 47/1948, ovvero l’obbligo di registrazione della testatapresso il tribunale. HTML.it era stato tra i primi siti ad occuparsi dellalegge 62/2001 immediatamente dopo la sua approvazione. In un
La possibilità, per un sito Internet, di ottenere laregistrazione presso il tribunale, era stata a lungo negata in molte cittàitaliane. Il fatto che questa possibilità venisse garantita per legge non cisembrava tanto scandaloso, proprio trattandosi di una possibilità, e non di unobbligo. Tanto più che si trattava di un adempimento da compiere in vista di unbeneficio. I punti di debolezza del provvedimento erano semmai altri,primo fra tutti proprio quello di voler inquadrare Internet in una legislazioneormai datata, rischiando di aumentare la confusione normativa sull’informazione.
Comunque, tutto era proceduto sotto silenzio, fino al giornodell’entrata in vigore della legge, il 5 aprile, quando il quotidiano
La protesta, senza precedenti per la Rete italiana,costrinse l’allora sottosegretario per l’Editoria Vannino Chiti a
Quell’uomo era Antonio Martino, attuale ministro dellaDifesa, il quale evidentemente è in grado di difendere il suolo patrio ma nonle proprie opinioni, se è vero (come è vero) che la Legge sull’Editoria èancora al suo posto e l’alter ego del presidente del Consiglio, PaoloBonaiuti, non perde occasioneper definirla eccellente.
Comunque, la 62/2001 ha avuto un anno intero per fare danni.E non ne ha fatti, non almeno nel senso inteso dai suoi detrattori: in un anno,neanche un sito è stato fatto chiudere perché non registrato presso iltribunale. Il recepimento della direttiva comunitaria 2000/31 dovrebbe comunquescongiurare definitivamente questo rischio, se mai c’è stato. Tutti contenti,dunque? Pare di no.
Il presidente dell’Associazioneper i Diritti degli Utenti e Consumatori (ADUC) Vincenzo Donvito
«La registrazione dovrebbe essere un atto puramentevolontario, da parte di chi intende fare informazione professionale eassumersi le relative responsabilità, ottenendo in cambio la protezioneaccordata dalla legge. Nulla dovrebbe essere imposto al giornalistaoccasionale, ferme restando le sanzioni civili e penali per eventuali attiilleciti». Questo era l’auspicio espresso in un
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