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Microsoft: sconfiggeremo Linux

La vera minaccia per Microsoft sono Linux e i sistemi open source. Microsoft spiega l'importanza di avere una comunità di utenti.

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Il
vero e unico avversario per Microsoft per il mercato dei sistemi operativi
client e server è Linux e la sua comunità di utenti Open Source. Questo è
il messaggio lanciato da Steve Ballmer, l’irruente CEO di Microsoft, durante
l’incontro londinese con i Most Valuable Professionals (MVP), i migliori
membri della comunità Microsoft.

Sullo sfondo di queste dichiarazioni, cui Ballmer non è nuovo, vi
sono non solo dissapori verso un sistema produttivo differente dal proprio,
ma forti interessi economici.

Una recente ricerca di IDC ha rivelato come il colosso di Redmond,
seppur in continua crescita, abbia rallentato l’espansione delle vendite
di sistemi operativi, soprattutto nel comparto dei server. Secondo l’analisi
di IDC Microsoft tra il 2001 e il 2002 avrebbe aumentato del 7% la penetrazione
nel mercato dei web server: da una quota del 42 al 47 percento.

Tuttavia le previsioni per il 2003 non sono incoraggianti: rallentamento
della spesa per Information Technology e transazione verso la piattaforma
.NET saranno una delle cause del freno sull’acquisto dei prodotti Microsoft.

Linux è il secondo sistema operativo più utilizzato nei sistemi
server e la sua quota di mercato rimane stabile al 25%. Seguono poi, sempre
secondo i dati IDC, Unix e NetWare.

Se nei sistemi server Microsoft può godere di una buona crescita,
sui client il monopolio è pressoché assoluto. Ben 92 utenti su 100 nel mondo
hanno sulla propria scrivania un computer marchiato Windows. Linux si accontenta
dell’1 percento e solo nel 2006 si prevede una crescita massiccia degli utilizzatori.

Le dichiarazioni di Ballmer vanno dunque considerate in questo panorama.
Il CEO di Microsoft, prima linea dello sbarramento anti open source di Redmond,
ha anche messo a fuoco di fronte alla platea quali sono i reali vantaggi
di Linux.

Il principale non sarebbe il prezzo, ma la community che vi gira
attorno. La forza di Linux è tutta nella comunità che scambia idee, scambia
pareri e rafforza l’idea dell’open source e del free software. Questa, secondo
Microsoft, è la strada da seguire.

Per arginare il fenomeno Linux a Microsoft non resta che diventare
più “open”. Secondo quanto riportato da ZDNet, Microsoft intende espandere
il programma shared-source
già da tempo annunciato. La nuova iniziativa permetterebbe ai circa 1200
MVP sparsi per il mondo di accedere a pezzi di codice Microsoft per discuterne
e per apportarne modifiche. Altre iniziative sono comunque allo studio.

Quello di Ballmer è solamente l’ultimo degli attacchi a Linux e
alla filosofia open source. Da quando Linux ha allargato la base degli interessi,
da aziende come IBM a utilizzatori privati, Microsoft ha sempre cercato di
arginarne l’espansione

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