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La guerra accresce l’informazione sul Web

L'indagine della Pew Internet and American Life mette in luce le differenze dell'uso del Web in relazione alla guerra. Il 74% dei navigatori USA è favorevole all'intervento

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La guerra ha monopolizzato il 77 per cento dei navigatori americani. Secondo un’indagine della Pew Internet & American Life Project, il conflitto in Iraq rappresenta una pietra miliare dell’informazione sul Web, molto più della tragedia dell’11 settembre 2001. Ma, emerge ancora dal sondaggio, le notizie ricavate da Internet non forniscono punti di vista differenti dalla TV.

La Televisione rimane il principale mezzo con cui gli americani si informano sul prosieguo delle azioni militari ma il web è riuscito a catalizzare una nutritissima audience. La varietà dei punti di vista offerti e la freschezza delle notizie sono i motivi principali che fanno della rete Internet un punto d’informazione privilegiato. Basso il numero delle persone che preferisce navigare i blog alla ricerca di notizie da “do-it-yourself journalism” ma anche di opinioni altrui.

La ricchezza multimediale delle informazioni e il maggior grado di aggiornamento delle notizie sul Web non sono le uniche attività online che hanno al centro la guerra. Sulla rete infatti ci si scambia opinioni riguardo il conflitto, si ricevono e spediscono e-mail, si esprime liberamente la propria opinione e si creano le catene di messaggi di preghiera a favore dei militari.

A ciò si aggiunga che su Internet è anche possibile organizzare la propria protesta nei confronti della guerra e dare vita a fenomeni altrimenti impossibili da riprodurre, come i Blog da Bagdad.

Il report di Pew Internet stila anche i diversi profili fra navigatori uomo e navigatori donna e fra chi si oppone e chi è favorevole alla guerra. Gli uomini sono molto più attivi nella ricerca di informazioni delle donne. Queste ultime invece preferiscono scrivere e-mail a parenti per discutere degli effetti della guerra. Il 74 per cento dei navigatori americani è con Bush e i generali USA e chi usa il web è più favorevole alla guerra di chi non lo usa.

Da notare che la percezione dell’informazione fra mondo online e mondo offline è del tutto simile. Si cercano più notizie sul Web ma non si attribuisce a queste notizie la capacità di imporre nuovi punti di vista o nuove interpretazioni. Il 64% dei navigatori pensa che i punti di vista con cui vengono presentate le notizie sono gli stessi tra Internet e TV.

Il dato è più comprensibile considerando che i siti maggiormente visitati dai navigatori sono quelli delle grandi TV americane che sin dall’inizio hanno offerto una grandissima copertura dell’evento. Siti come War in Iraq della CNN oppure gli special report della Fox hanno visto accrescere i contatti giorno dopo giorno. Anche in Italia il quotidiano online la Repubblica.it ha recentemente, e cinicamente, annunciato di aver registrato incrementi «straordinari» nella propria audience proprio a partire dall’inizio della guerra.

I Blog, nonostante la vasta proliferazione dei punti di accesso, non trovano spazio nel grande pubblico e non escono dal recinto degli appassionati. Solo il 4% dei navigatori legge un blog per informarsi o per valutare le opinioni altrui, una percentuale destinata ad alzarsi per chi utilizza un connessione a larga banda o always on.

La ricerca è stata condotta con 1600 interviste telefoniche sul territorio USA tra il 20 e il 25 marzo. L’intero documento è disponibile per il download sul sito della Pew Internet.

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