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La DARPA ritira i fondi per OpenBSD

Tra le cause del ritiro alcune dichiarazioni pacifiste del fondatore del progetto. La DARPA si difende: normale amministrazione

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Con un gesto che ha fatto scalpore in tutta la comunità del free software mondiale, la Defense Advanced Research Projects Agency (DARPA, l’agenzia militare americana che sostiene e finanzia i progetti tecnologici) ha revocato una parte dei fondi per lo sviluppo del noto sistema operativo open source OpenBSD.

Theo de Raadt, il fondatore del progetto OpenBSD, ha detto all’Associated Press che la decisione della DARPA è giunta pochi giorni dopo alcune sue prese di posizione pacifiste sul conflitto in Iraq. La DARPA, dal canto suo, non ha giustificato la decisione con nessun comunicato ufficiale, ma in alcune dichiarazioni ha reso noto che la dismissione del progetto è dovuta a un «normale processo di revisione».

La mancanza di fondi per il progetto ha già avuto un primo effetto. La riunione di sviluppatori e hacker OpenBSD prevista a Calgary tra l’8 e il 20 maggio, l’Hackathon, rischia di essere cancellata per mancanza di finanziamenti. In queste ore tutti gli appassionati di OpenBSD stanno tentando di raccogliere fondi per far sì che l’evento si svolga regolarmente.

La DARPA, l’agenzia che dipende dal segretario della Difesa americana Donald Rumsfeld, ha iniziato a finanziare lo sviluppo di OpenBSD attraverso il progetto POSSE dell’Università della Pennsylvania già dall’Agosto del 2001. Il fine era quello di sovvenzionare tutti quei ‘software’ che avevano come prima prerogativa la sicurezza. Tra questi, il sistema operativo OpenBSD è certamente uno dei progetti più avanzati e promettenti.

Nei primi giorni di Aprile de Raadt, fondatore e capo progetto di OpenBSD, rilasciò un’intervista al quotidiano Globe & Mail criticando sia la missione degli Stati Uniti in Iraq, giudicata una disgustosa operazione per «arraffare petrolio», sia i sistemi operativi Microsoft.

Dopo qualche giorno de Raadt ha annunciato al suo gruppo di lavoro che la DARPA aveva ritirato l’ultima parte dei fondi per il progetto, cancellando di fatto l’Hackathon di Calgary. Nello stesso messaggio de Raadt segnalò anche le voci di malumori nati sia nella DARPA sia nell’Università della Pennsylvania in seguito alle parole del suo articolo.

Jan Walker, la portavoce della DARPA, ha dichiarato venerdì all’Associated Press che la cancellazione dei fondi per il progetto «fa parte del normale processo di revisione e valutazione del lavoro presente e futuro». E ancora ieri è tornata sulle sue posizioni spiegando che la DARPA è in un periodo di profonda revisione dei progetti finanziati a causa della «situazione mondiale».

In un momento in cui l’America sente forti le minaccie dall’esterno anche la ricerca scientifica si chiude a riccio. Si preferisce finanziare progetti totalmente ‘made in USA’ e il progetto canadese OpenBSD, una delle avanguardie nella sicurezza informatica, rischia di ricevere un duro colpo.

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