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Nasce il primo motore di ricerca via mail

Il nuovo motore di ricerca annunciato dal MIT permetterebbe ai paesi poveri di sfruttare il tempo a disposizione per ovviare al gap tecnologico che mina la velocità di connessione a disposizione. Il tutto, però, tra mille ambiguità.

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Non certo privo di contraddizioni, sicuramente innovativo: è il nuovo motore di ricerca progettato al Massachussets Institute of Technology, le cui finalità risultano annebbiate ma il funzionamento denota grande chiarezza di intenti.

Il nuovo motore (denominato TEK, dove “T” rappresenta il tempo e “K” la conoscenza, in un’uguaglianza simbolica che dovrebbe esplicitare gli scopi dell’opearzione) sarebbe destinato ai paesi più poveri in quanto spesso dotati di tecnologia di basso profilo (includendo una bassa velocità di connessione) ma dotati di molto più tempo rispetto al mondo occidentale. Per ovviare al digital divide creatosi in seguito a questa situazione, il nuovo motore permetterebbe di effettuare le ricerche ricevendo i risultati via mail. Le richieste verrebbero inoltrate al MIT, il quale girerebbe le risposte in tempi relativamente brevi.

Difficile comprendere appieno le funzionalità di un motore che non fornisce risultati immediati. Altrettanto difficile comprendere il motivo per cui tale software sia stato progettato con un pacchetto relativamente pesante (versioni Windows tra i 2 ed i 10 Mb), sicuramente arduo da scaricare per chi è dotato solo di connessione lenta (ipotizzato l’invio di CD a biblioteche per incoraggiare la diffusione del motore). Ancor più ambiguo il principio stesso del motore, secondo cui i paesi poveri potrebbero sfruttare il maggior tempo a disposizione semplicemente aspettando i risultati. Per convincere lo scetticismo bisognerà trovare concretezza ai nobili scopi annunciati.

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