QR code per la pagina originale

Skype mania

Il software di comunicazione vocale made in Kazaa macina migliaia di download al giorno. Sarà lui l'ammazza-bollette? E le Telecom saranno come la RIIA?

,

240.000 download in tre settimane. Utenti in linea che già si contano a decine di migliaia. Giudizi entusiastici. È davvero scoppiata la Skype mania? Al momento dell’annuncio era solo il software di ‘quelli di Kazaa’. Oggi è per molti l’applicazione che potrebbe definitivamente far decollare quella chimera chiamata VoIP (Voice over IP).

Skype presenta in effetti caratteristiche molto interessanti, in grado davvero di innescare il salto di qualità in questa classe di applicazioni. Il programma sfrutta, come Kazaa, FastTrack, il network P2P decentralizzato che consente connessioni dirette tra gli utenti. Per un software di comunicazione significa che le chiamate non passano attraverso un server centrale per essere poi smistate.

Lo stesso avviene per la directory degli utenti: significa poter accogliere una base di iscritti sempre crescente senza l’aggravio di risorse destinate alla gestione e al mantenimento di una mastodontica struttura centrale

.

Altro punto su cui gli autori di Skype hanno molto investito e su cui gli utenti sembrano tutti d’accordo è la qualità dell’audio, eccellente con connessioni a banda larga, ma più che accettabile anche su dial-up. La sicurezza e la privacy sono garantite dal sistema di criptaggio AES (Advanced Encryption Standard), di cui sfrutta la chiave a 256 bit. Last but not least, Skype è in grado di superare agevolmente le barriere rappresentate da firewall o NAT.

Fin qui quello che abbiamo a disposizione ora, sulla versione beta. Leggendo le FAQ sul sito ufficiale, però, compare più volte l’espressione ‘Stay tuned’. Traduzione: importanti novità in arrivo. Per esempio una versione per Mac e altre piattaforme. O la possibilità di conferenze con più partecipanti. O, ancora, il supporto per il video.

Stando alle indicazioni reperibili sul sito, un giorno avremo anche l’opzione forse più attesa: la possibilità di fare chiamate anche su telefoni fissi o cellulari. Oggi, infatti, è consentito chiamare solo altri utenti Skype, con la possibilità, già implementata sui principali Instant Messenger, di ‘filtrare’ le chiamate in arrivo, limitandole ad esempio ai soli amici inseriti nella propria lista di contatti. E qui il gioco si fa davvero interessante.

Intorno al VoIP potrebbero presto scatenarsi venti di bufera? Attualmente sono diverse le soluzioni disponibili. Molte sono destinate per lo più al mercato aziendale e i tentativi di lanciare la telefonata via Internet a livello consumer si sono tutti scontrati con una qualità pessima e difficoltà di settaggio e gestione. Ora arriva un programmino facile, potente e valido, in grado di attrarre schiere di utenti.

Cosa accadrà? Avremo un effetto Kazaa anche per la telefonia? E avremo anche qui una RIIA rappresentata magari dalle Telecom di mezzo mondo? Per il momento, come accennavamo, Skype non è sottoponibile a nessuna legislazione in tema di telecomunicazioni, trattandosi di un mezzo assimilabile per molti versi ad un normale Instant Messenger.

Janus Friis, il co-fondatore di Kazaa e creatore di Skype, ha espresso a C-Net la consapevolezza che le cose potrebbero cambiare di fronte alla possibilità di effettuare chiamate su telefoni ‘normali’, dicendosi pronto ad adeguarsi alle legislazioni vigenti nei diversi paesi. Tutto dipende, dunque, da come il fenomeno verrà gestito. Già oggi negli USA molti stati stanno in qualche modo tentando di regolamentare un mercato tutto sommato ancora infimo, assimilando i fornitori di questi servizi alle compagnie telefoniche. Friis confida che in Europa le cose potrebbero andare meglio da questo punto di vista. Quando però afferma che: “The telecommunications environment in the European Union is highly deregulated. It’s designed to encourage competition and new technologies, and typically, it’s fairly nonbureaucratic…”, che abbia una visione particolarmente ottimistica o molto parziale delle cose. Il mondo visto dalla Svezia appare forse sotto un colore più roseo.