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Rischio di monopolio sul broadband, il monito di Soru

Le aziende ex-monopolistiche per 3 anni hanno attuato politiche garanti delle proprie posizioni dominanti, impedendo ai piccoli di venire a galla. Secondo Soru le leggi sulla concorrenza non mancano, basta farle rispettare. Subito.

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È un Soru tanto deciso quanto aperto al dialogo quello che, a margine della tavola rotonda sulla banda larga organizzata da Tiscali a Bruxelles, ha tracciato il proprio quadro della situazione per quanto concerne il mercato della banda larga. «Gli operatori storici oggi hanno riguadagnato posizioni di quasi monopolio nel settore di Internet a banda larga (broadband), non perchè siano diventati improvvisamente più bravi di prima, ma perchè hanno abusato di una posizione dominante per oltre tre anni», questa l’accusa del numero uno del gruppo Tiscali.

Secondo Soru le regole attuali sarebbero più che sufficienti per regolamentare un mercato come quello del broadband, ma è necessario che vengano fatte applicare con rigore affinchè anche le aziende non monopoliste possano accedere alla bagarre di mercato.

«Quello che ancora manca in Italia è una vera interconnessione per la banda larga, con prezzi orientati ai costi» ha indicato Soru «ma vedo che l’Autorità nelle ultime settimane sta dando un segnale di maggiore attenzione»: con questa apertura Tiscali si predispone con fiducia all’operato dei garanti della concorrenza, palesando comunque una situazione per la quale si richiede un immediato intervento correttivo da parte di enti governativi ed organi preposti.

Il plauso va soprattutto al divieto di imporre pagamenti “ad uso” privi di canone, tipologia di pagamento con la quale nessuno può competere. In merito alla legge del 1998 sulla regolamentazione della concorrenza sul mercato, Soru sentenzia: «Vogliamo che quella promessa di un mercato regolamentato e competitivo venga garantita dalle autorità regolamentari».

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