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Anche Danimarca e Taiwan allineate per l’Open Source

Danimarca e Taiwan, in linea con le recenti scelte della Comunità Europea in tema di software libero, stanziano cospicui capitali in nome dell'etica open: limitare i danni, liberare il mercato e aumentare la sicurezza gli obiettivi della nuova scelta.

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Open Source, alternativa ai costosi sistemi proprietari e soluzione ai problemi di sicurezza: aumenta la pressione per la migrazione al pinguino, visto ormai da più parti come meta necessaria e imprescindibile sia nel campo dell’e-government che nella sfera aziendale. In particolare, nelle ultime ore sia Danimarca che Taiwan puntano il dito sulla necessità di avere un mercato libero del software in garanzia delle possibilità offerte ai propri cittadini.

Solo nei giorni scorsi la Comunità Europea aveva pubblicato un documento riportante un vero e proprio vademecum in grado di pilotare individui, aziende e comunità nel passaggio dai sistemi proprietari a queli aperti. Recente è inoltre la notizia della svolta open di Massachusset, Russia e America Latina. Ora Danimarca e Taiwan confermano la tendenza in corso ed alle parole fanno seguire cospicui investimenti volti al progressivo avvicinamento al mondo open.

In Danimarca viene particolarmente sottolineata la necessità dell’Open Source come unica garanzia ad un mercato del software veramente libero. Il report del Danish Board of
Technology è particolarmente severo con i sistemi Windows, accusati di chiusura e di impedimento all’utente nella scelta dei propri mezzi. Particolarmente elogiato, al contrario, l’XML.

A Taiwan l’investimento su Linux sarà concreto e decisamente cospicuo: l’Industrial Development Bureau ha stanziato circa 3 milioni e mezzo di dollari per la promozione dell’Open Source ad iniziare dal 2004. L’obiettivo del paese orientale è la progressiva indipendenza dai sistemi proprietari al fine di poter offrire ai propri ai propri cittadini una concreta possibilità di scelta.

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