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Ecco i milionari del P2P, una classifica di Slyck

Gli introiti sono direttamente proporzionali alle entrate del gruppo, così ecco che i milionari del P2P sono legati ai maggiori nomi del settore. In vetta spunta il nome di Niklas Zennstrom e Janus Friis, coppia che diede i natali a FastTrack.

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Il mondo del P2P vive, o almeno ha vissuto, in un’aura economica del tutto particolare in cui le entrate gravitano completamente sugli introiti pubblicitari e nulla dipende dalle vendite. Questa aura speciale ha però consentito l’accumulo di grandi risorse con conseguenti importanti dividendi per i vari sviluppatori. Arriva ora da Slyck, punto informativo di orientamento per il mondo del file sharing, un’indagine volta a fotografare la situazione dei milionari del P2P.

Non c’è da sorprendersi se in cima alla lista dei milionari del peer-to-peer v’è una certa Sharman Networks, facente capo a Kazaa, accreditata di introiti annuali pari a 175 milioni di euro. Non tutti sanno però che il 40% degli introiti va regolarmente nelle casse del duo formato da Niklas Zennstrom e Janus Friis: la coppia svedese ha avuto parte determinante nella nascita della rete FastTrack ed attualmente detiene i diritti sui codici di iMesh, Grokster e StreamCast.

La classifica continua con nomi quali Elan Oren, CEO iMesh, a cui sono accreditati 100 milioni di dollari tra il 1999 ed oggi; Daniel Rung, legato a Grokster; Pablo Soto, 23enne, fondatore di una propria rete P2P (MP2P) a cui iMesh e StreamCast sarebbero ultimamente molto interessate; Vinnie Falco, Bearshare. Attualmente la rete più popolata è FastTrack con 3.473.793 utenti, con eDonkey in seconda posizione ma staccato di più di 2 milioni di unità.

I nomi elencati sono altri ed altri ancora, ma le cifre rimangono proporzionali alla notorietà della rete posseduta sui canali di file sharing. Il più grande “flop” segnalato è quello di Bertelsmann nel primo affare Napster. Importante è sottolineare come tutti i maggiori canali di P2P vedano provenire gran parte degli introiti da sistemi pubblicitari tipo Gain o Cydoor, decisamente poco simpatici per l’utenza quanto estremamente redditizzi per le software house accreditate.