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La RIAA ti ha scoperto? No, è solo Sober.C

Sober.C continua a mietere vittime facendo leva sulla sensazione di clandestinità creata dagli attacchi (soprattutto della RIAA) contro gli utenti dediti al file-sharing. La mail minaccia l'identificazione dell'utente, ma è tutto completamente un falso.

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No, non sei stato beccato dalla RIAA. Tranquillo. Se non bastassero le minacce reali pendenti sul P2P, ora anche un virus sembra voler impaurire chi scambia musica tramite i canali di file-sharing. In verità la minaccia è attiva ormai da settimane, ma una non esasperata informazione al riguardo ha creato qualche apprensione immotivata. Tanto per far chiarezza, ecco di cosa si sta parlando:

“Ladies and Gentlemen,
Downloading of Movies, MP3s and Software is illegal and punishable by law.
We hereby inform you that your computer was scanned under the IP *.*.*.* . The contents of your computer were confiscated as an evidence, and you will be indicated. You get the charge in writing, in the next days. In the Reference code: #48908, are all files, that we found on your computer.
The sender address of this mail was masked, to protect us against mail bombs.

– You get more detailed information by the Federal Bureau of Investigation -FBI-
– Department for “Illegal Internet Downloads”, Room 7350
– 935 Pennsylvania Avenue
– Washington, DC 20535, USA
– (202) 324-3000″

Chi riceve tale mail non deve preoccuparsi dell’FBI, ma piuttosto di Sober.C, un virus che danneggia e si propaga facendo leva sui timori legati alla semi-clandestinità dello status di utente peer-to-peer. Le soluzioni al problema sono le solite: un antivirus aggiornato, il divieto assoluto di aprire l’allegato alla mail ed un continuo aggiornamento circa i nuovi stratagemmi escogitati dai malintenzionati.

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