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Sempre e ovunque Flash

Al FlashForward di San Francisco Macromedia ha tracciato la road map per la sua tecnologia di punta. In attesa della versione per Linux, è anche il tempo dei primi bilanci per applicazioni dal futuro incerto come Central

,

Il grand tour invernale tra esposizioni e conferenze dei manager di
Macromedia si è concluso tra le mura di casa. L’edizione 2004 del
FlashForward tenutasi a San Francisco è stata l’occasione per tracciare
bilanci e prospettive future di quella che è ormai da tempo la tecnologia
di punta dell’azienda californiana.

Flash è cresciuto con gli anni. Il player è ormai una presenza
standard su ogni computer. Il prodotto si è trasformato in una piattaforma
di sviluppo completa e matura. Uno degli annunci al FlashForward di Kevin Lynch,
il gran capo di Macromedia, sembrerebbe voler colmare l’ultimo, piccolo vuoto:
portare Flash su Linux. Alla platea degli sviluppatori ha mostrato come
il programma, nella sua ultima versione, funzioni perfettamente con Wine,
un emulatore che consente l’esecuzione sotto Linux di programmi Windows. Non è
certo una novità, visto che anche le versioni precedenti, a partire dalla
3, avevano dimostrato di poter essere eseguite in quell’ambiente. La ‘notizia’,
invece, è che non è escluso un porting completo dell’applicazione,
un Flash MX per Linux, per intenderci. Non si tratta di stabilire "se si
farà", ha detto Lynch, ma solo "quando". Aggiungendo, però,
che molto dipenderà dall’interesse verso l’operazione da parte degli sviluppatori.
Intanto, è iniziata la fase di beta testing della versione 7 del player
destinata alla piattaforma del pinguino.

Quello dell’interesse degli sviluppatori è un argomento da non sottovalutare.
A che serve investire pesantemente in una tecnologia se poi non trovi chi la sviluppa
e la trasforma in applicazioni di successo? Al FlashForward dell’anno scorso,
Macromedia aveva presentato Central. Si tratta di un prodotto che nelle
intenzioni dell’azienda di San Francisco dovrebbe portare ad una piccola rivoluzione:
la fruizione di applicazioni Flash fuori dal tradizionale browser web. Grazie
ad un particolare sistema di cache, inoltre, i contenuti possono essere consumati
anche offline. Un tassello della strategia orientata alla cosiddetta "Internet
ricca" di cui si è parlato in un Focus precedente. Sul sito di Macromedia
è possibile da un anno scaricare il programma e il kit di sviluppo: pare
che nessuno dei due abbia pienamente convinto utenti e sviluppatori. Un ampio
articolo apparso su CNet ha raccolto le voci perplesse di alcuni di essi. I dubbi
nascono essenzialmente intorno al modello di distribuzione (le applicazioni passano
tutte attraverso un server centralizzato di Macromedia) e alla politica di licenze
commerciali.

Il discorso si riproporrà certamente al momento del lancio di Flex,
la tecnologia che promette, tra l’altro, la realizzazione di applicazioni e interfacce
in Flash sfruttando un linguaggio proprietario basato su XML (MXML). Non è
un caso che al FlashForward sia stata anticipata l’uscita di un editor dedicato
(nome in codice Brady) che la stessa Macromedia ha presentato come una sorta di
Dreaweaver per XML. In pratica un software con approccio visuale che dovrebbe
consentire un impatto ‘morbido’ con il nuovo linguaggio.

Per il resto, la road map di Flash prevede l’aggiornamento del player alla
versione 8 entro un anno, con miglioramenti in termini di performance e funzionalità.
Nel frattempo Macromedia continuerà a presidiare altri terreni di interesse.
Due per tutti. L’integrazione con il mondo wireless e mobile (FlashCast)
e il supporto al design rivolto alla pubblicità online. Risale ad un mese
fa il rilascio del Flash
Ad Kit
, un insieme di tool sviluppato in collaborazione con DoubleClick al
servizio di agenzie e pubblicitari in grado di semplificare la realizzazione e
la gestione di campagne basate sul rich advertising.

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