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Microsoft: «la multa è poca cosa»

Se l'ammenda proposta dalla Commissione Antitrust contro Microsoft ha valore esemplare e rappresenta la più alta ammenda mai comminata, è pur vero che gli introiti dell'azienda ne sminuiscono il valore.

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Un giorno dopo le prime indiscrezioni circa la possibile maximulta che l’Unione Europea potrebbe imporre a Microsoft e poche ore prima che tali indiscrezioni trovino conferme o smentite nell’annuncio ufficiale, attorno al caso si sollevano interrogativi e commenti basati soprattutto sull’entità della somma probabilmente comminata.

Gran parte della stampa americana sottolinea come Microsoft non avrà difficoltà a pagare la somma, forte dei suoi 52.8 miliardi di dollari “cash” o sotto forma di investimenti di breve periodo. Il responsabile del settore analisi di Microsoft, Matt Rosoff, ha dichiarato che comunque la multa sarà sempre minore dei 750 milioni di dollari che Microsoft ha accordato ad AOL Time Warner solo un anno fa.

L’agenzia Reuter propone un punto di vista molto simile al precedente: la multa è sì consistente a livello assoluto, ma a livello relativo non apporterà danni troppo consistenti al budget a disposizione di Bill Gates. In più, secondo le regole dell’antitrust, la multa sarebbe potuta arrivare sino a 3 milardi di dollari.

In queste ore il titolo Microsoft presso il NASDAQ è in flessione di alcuni punti percentuali, segno negativo sintomo di un’incertezza che troverà sfogo solo dopo la sentenza. Sentiti i commissari dei vari paesi dell’Unione e circolate le prime voci circa l’entità dell’ammenda, domani la proposta della Commissione diretta da Mario Monti sarà sul tavolo di discussione.

La sentenza non troverà però presumibilmente immediata applicazione in quanto, se dovesse trovare riscontro concreto l’annunciato appello di Microsoft, il tutto verrebbe differito di 1 anno e il caso verrebbe ridiscusso dalla giustizia europea.

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