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EEF, guerra aperta contro il sistema dei brevetti

Parte dall'Electronic Frontier Foundation una guerra aperta al sistema dei brevetti. Già nel mirino i più emblematici (in quanto limitativi della libertà di espressione in rete), ma la guerra si estenderà nel tempo. Nel mirino anche Amazon.

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Arriva dall’Electronic Frontier Foundation (EEF) il nuovo affondo sull’istituzione dei brevetti e del copyright. L’associazione, che da tempo ormai si batte per la difesa dei diritti dei cittadini soprattutto in ambito informatico e tecnologico, intende infatti intraprendere una lotta senza precedenti contro quei brevetti che risultano essere maggiormente limitativi per un omogeneo e proficuo sviluppo dei prodotti/servizi tecnologici.

La EEF ha così ufficializzato con tanto di comunicato stampa di voler iniziare il proprio percorso puntando il dito contro alcuni dei brevetti più emblematici, con il preciso scopo di estendere le singole battaglie ad una guerra più generale contro quello che viene visto come un semplice vincolo allo sviluppo dei piccoli gruppi ed in particolare delle associazioni non profit.

Questi alcuni dei brevetti nel mirino:

  • U.S. Patent No. 5,960,411
    Brevetto accordato ad Amazon.com e riguardante un particolare metodo di acquisto online del tipo “one-click online shopping”.
  • U.S. Patent No. 5,715,314
    Brevetto attribuito a Open Market e concernente il sistema dei pagamenti online.
  • U.S. Patent No. 5,132,992
    Il brevetto riguarda la trasmissione audio/video in streaming.
  • U.S. Patent No. 6,182,148
    Il brevetto riguarda l’internazionalizzazione dei nomi a dominio sfruttando la conversione in un sistema Unicode ed in seguito nello standard RFC1035.
  • U.S. Patent No. 6,026,368
    Il brevetto riguarda il particolare sistema di comparsa dei banner secondo una strategia in grado di colpire il target desiderato e calcolare nel contempo le esposizioni dei singoli banner.
  • U.S. Patent No. 6,289,319
    Il brevetto riguarda i pagamenti online tramite carta di credito.

Secondo Wendy Seltzer, procuratore legale EEF, i brevetti sono stati ideati al fine di proteggere la proprietà intellettuale dei gruppi meritori, ma ad oggi si abusa di tale diritto ponendo così pesanti e svantaggiosi limiti a chi si vede negata la possibilità di sfruttare particolari tecnologie (a tutto svantaggio della libertà di espressione e delle potenzialità che la Rete ha in dote nell’interconnettere con semplicità ed efficienza i vari poli della comunicazione). Tale posizione è stata recentemente avvalorata anche dalle parole di Tim Berners-Lee il quale ha più volte ribadito, con particolare riferimento al caso Eolas, il proprio invito a sviluppare una Rete “gratuita” e libera.

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