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Web@work 2004: dalla pausa caffè alla pausa Web

Quella che era la pausa caffè potrebbe oggi diventare la pausa Internet: sempre più volentieri, infatti, sul posto di lavoro si rinuncia alla bevanda piuttosto che a scaricare mail personali. Il tutto emerge dall'indagine Web@work 2004.

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I lavoratori preferiscono Internet al caffè. La statistica di riferimento, relativa al periodo Febbraio-Marzo, è quella del Web@work 2004 commissionata a Harris Interactive da Websense. I quesiti sono stati posti ad un campione di «500 dipendenti e 350 responsabili dei sistemi informativi di organizzazioni con sede negli Stati Uniti che impiegano almeno cento persone»

Il dato di partenza è chiaro: il 49% degli intervistati dichiara che, di fronte alla necessità di una scelta, rinucerebbe al caffè, mentre rinuncerebbe ad usare Internet per scopi personali, preferendo dunque il caffè, in una percentuale del 46%. Il dato è interessante soprattutto nell’ottica di una sempre crescente sensazione di “necessità” legata al web: l’abitudine all’uso e l’aumento degli usi personali porta il web ad essere adoperato per scopi personali anche in ambito lavorativo.

Confessano tale abitudine ben il 51% degli intervistati, con una media di circa 2 ore di navigazione a settimana. Curiosa la discrasia rispetto a quanto ne pensano invece i responsabili, i quali ritengono che i propri lavoratori navighino ben 3 volte tanto. Rimane infine la suddivisione dei principali scopi per cui si naviga sul posto di lavoro: le news sono la prima motivazione (84%), seguita a ruota da turismo (64%), invio e ricezione di e-mail (56%), shopping (55%) e banking online (53%).

Dalla statistica si evince un paradossale quanto preoccupante atteggiamento nei confronti degli antivirus: il 95% del campione, infatti, confida la propria totale fiducia nei confronti dei software antivirus. Parallelamente, però, ben 2 utenti su 3 hanno avuto a che fare con virus: i mancati aggiornamenti ed una certa superficialità nelle pratiche di sicurezza, dunque, potrebbero essere imputabili ad un eccesso di fiducia nei confronti degli strumenti di controllo.

Dietro la statistica una dato emerge prepotente: la continua progressiva fusione tra tempo di lavoro e tempo extra-lavorativo, con una sempre più penetrante commistione reciproca dell’uno e dell’altro. Questo a conferma di come tempi e luoghi siano fondamentalmente in forte mutazione, e tutto ciò sia una delle più importanti rivoluzioni che la Rete sta apportando a livello sociale.

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