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FIMI: iTunes snobba le etichette indipendenti italiane

A poche ore dal lancio del Music Store Apple iTunes, ecco la prima polemica. La FIMI accusa: Apple non ha aperto alcuna trattativa con le etichette indipendenti, e tale comportamento è ritenuto inaccettabile e figlio di un «grosso errore»

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La FIMI (Federazione Industria Musicale Italiana) saluta l’arrivo di iTunes con una certa freddezza: pur dichiarandosi favorevolmente entusiasta della nuova rivoluzione digitale apertasi nel mondo musicale, l’associazione boccia la scelta di Apple di evitare il tavolo delle trattative con le etichette indipendenti.

«Che un nuovo importante distributore di musica digitale si aggiunga a quelli già presenti in Italia è sicuramente un fatto positivo. Resta però il fatto grave che non abbiano neanche voluto incontrare l’industria discografica indipendente italiana, come Fimi siamo rimasti decisamente sopresi del comportamento di Apple”. Così ha sentenziato Enzo Mazza, direttore FIMI, il quale ha poi proseguito nella sua disquisizione in difesa del settore: «Siamo tra i primi sostenitori della diffusione di musica legale online ma se le piattaforme legali snobbano le etichette discografiche italiane commettono un grosso errore».

Il dibattito circa l’accordo con le etichette indipendenti aveva già messo in difficoltà Apple ben prima dell’arrivo in Italia del Music Store. La difficoltà sorge nel contrasto tra i tempi stretti imposti dalla concorrenza e le lunghe tempistiche necessarie per aprire una tavola di trattative con la molteplicità delle piccole etichette indipendenti diffuse in ogni paese. Nell’annuncio dell’apertura di iTunes Apple ha comunicato che i brani costituenti il paniere dello store derivano dall’accordo con le 4 major della musica e con 100 etichette indipendenti.

Come già per i casi precedenti, Apple dovrà ora mediare le situazioni per giungere ad un accordo che da una parte arricchirà l’offerta del proprio iTunes, mentre dall’altra permetterà al mondo delle piccole etichette di potersi esprimere e promuovere anche attraverso il nuovo canale del mercato musicale.