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Il furto del secolo passa per il keylogging

Identificando quanto digitato su uno dei computer di una banca giapponese, un gruppo di truffatori aveva intenzione di entrare nel sistema e spostare l'enorme cifra di 220 milioni di sterline. Scotland Yard ha fermato il furto e c'è già il primo arresto

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220 milioni di sterline, ovvero l’abnorme gruzzolo di oltre 300 milioni di euro, ovvero l’imponderabile cifra di oltre 600 miliardi delle care vecchie lire: a tanto doveva ammontare il colpo del secolo, un furto che entrerà nella storia solo come il più grande pericolo scampato di questo inizio secolo. E il tutto avrebbe dovuto prendere luogo tramite una semplice normale tastiera per pc.

Ad aggiungere toni da leggenda al fatto è il nome di Scotland Yard: un nucleo speciale della polizia inglese (Nhtcu, National Hi-Tech Crime Unit) ha infatti scoperto la manovra ed è riuscita a fermare il tutto prima che il trasferimento dei fondi avesse luogo. La vittima sacrificale del furto avrebbe dovuto essere la banca giapponese Sumitomo Mitsui, che a Londra ha la propria sede europea.

L’incredibile truffa doveva prendere luogo tramite una tradizionale tecnica di “keylogging“: un piccolo tool installato su di un computer della banca (tramite web? tramite infiltrati?) avrebbe dovuto identificare tutto quanto digitato dal dipendente su quel preciso computer, riuscendo così ad avere le chiavi di accesso al sistema. I fondi sarebbero quindi stati spostati in 10 diverse banche in tutto il mondo per poi sparire ed entrare nei libri della storia del crimine.

Yaron Bolondi, 32enne israeliano, è stato arrestato nelle ore successive alla scoperta del tutto in quanto sospettato di far parte della banda responsabile della tentata truffa: su un conto privato stava attendendo l’arrivo di grandi quantità di danaro, ma invece dei versamenti sono arrivate le volanti di Scotland Yard. Secondo il Financial Times Bolondi verrà trattenuto per alcuni giorni in attesa di chiarire la sua posizione.

Le indagini potranno meglio chiarire la vicenda nelle prossime ore, quando si tenterà di far luce sia sui componenti della banda, sia soprattutto sul sistema usato per risalire ai dati di accesso al sistema bancario. La vicenda non registra comunque conseguenze finanziarie per la Sumitomo e Takashi Morita, responsabile della comunicazione per l’istituto bancario giapponese, ha già annunciato l’immediata adozione di misure straordinarie di sicurezza per garantire i clienti del gruppo.

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