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Quando Hollywood ci entrerà in casa…

Il mercato dell'e-Content è vicino ad una nuova esplosione: dopo la musica si avvicina l'epoca dei film via Internet. E sarà un terremoto.

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“Cara, che film guardiamo stasera?”. Una breve ricerca online, un semplice click, si inserisce il codice per il pagamento, parte il download. Questione di pochi secondi: si accende la tv, con il telecomando si imposta il proprio Media Center, dalla cucina arrivano i pop-corn, ci si mette comodi e la serata inizia. Quella che fino a pochi anni fa sembrava una chimera, oggi rimane ancora pressoché un sogno ma va concretizzandosi un quadro che delinea la prossima trasformazione del sogno in realtà. Ad oggi il mercato dei film online è un mercato ancora intangibile e le forzature rappresentate dall’affitto di DVD che arrivano con il postino non possono certamente essere considerate in questa statistica. Il mercato, però, va plasmandosi assumendo una forma sempre più precisa e le varie problematiche che ad oggi impediscono l’esplosione di questo nuovo fronte dell’intrattenimento privato stanno trovando progressiva risoluzione.

I segnali, insomma, sono chiari: siamo all’alba di un nuovo mercato e di una rivoluzione che, partendo da Internet, andrà ben oltre il semplice ambito del web. La scintilla arriva nelle ultime ore da Sony: la casa nipponica si è aggiudicata lo storico leone ruggente della Metro-Goldwyn-Mayer ed ha completato così l’intera filiera che da Hollywood può portare nelle case degli utenti il gotha della cinematografia mondiale.

PREVISIONI E-CONTENT
Le previsioni per il mercato dell’e-content in Italia fotografano una crescita del +30% che dovrebbe continuare nella prossima annata con un +26%. In questo quadro i contenuti Video/Cinema rappresentano circa il 10% di tutti i contenuti a pagamento che animano attualmente il settore, e tutto ciò pur scontando diversi vincoli che ancora rappresentano un limitante collo di bottiglia all’esplosione del tutto (per il settore in particolare si prospetta una crescita nel 2006 pari addirittura a +90%). Il 1° Rapporto e-Content 2005 Federcomin identifica tra questi problemi soprattutto 2 voci: assenza di connettività (e parallela scarsa penetrazione dei personal computer nelle case degli italiani) e pirateria.

CONNETTIVITA’
La connettività e l’uso dei Pc nelle case dell’utenza del Belpaese rappresentano l’altro grande problema odierno del settore: in Italia il mercato è dimezzato innanzitutto da un diffusissimo analfabetismo informatico, ed il colpo di grazia giunge da una scarsa copertura della banda larga tale da depauperare anche le poche risorse lasciate al mercato. Senza una minima soglia di velocità di scambio dati è impossibile qualsivoglia download di file video, qualsivoglia streaming di qualità, qualsivoglia acquisto online di contenuti che facilmente raggiungono e superano la dimensione del gigabyte. In Italia il problema sembra svilupparsi fondamentalmente in una dimensione istituzionale a causa di alcuni meccanismi di mercato che vincolano l’esplosione di offerte alternative ad un 56k che rappresenta ancora l’unico strumento a disposizione per troppi utenti (leggasi “potenziali acquirenti”). Nel frattempo giunge dall’Unione Europea la raccomandazione a puntare sulla distribuzione elettrica per estendere la connettività a banda larga nei paesi meno coperti. Mai come in questo caso la raccomandazione è presto sublimata in accorata speranza.

PIRATERIA e DRM
La pirateria è il nemico contro il quale maggiormente il mercato della distribuzione si sta scagliando. Sono cosa ormai comune le denunce dell’MPAA contro il mondo del peer-to-peer (utenti e strumenti di condivisione), sono note le diatribe relative alla legge Urbani, è nota la battaglia di DRM tra Microsoft e Apple per aggiudicarsi il mercato musicale (semplice apripista del mercato dei contenuti video). Digital Right Management: le novità tecnologiche relative alla tutela del copyright sono uno degli stimoli maggiori al nuovo mercato e-content in quanto, blindando la sicurezza dei prodotti, è possibile evitare una consistente emorragia di introiti e di contenuti. Un noto produttore cinematografico italiano (al quale concediamo l’anonimato) ci confida come, similmente a quanto egli stesso pensa, siano molti i colleghi che preferirebbero un settore che fa a meno del DRM, ma è soprattutto chi opera nella distribuzione a non allinearsi a tale posizione. Rimane la grande evoluzione di tali strumenti ed il continuo braccio di ferro con i “reverse-engineering” che tentano di arginarne i vincoli.

MEDIA CENTER
Microsoft, azienda diffusa a livello mondiale ed avente ben sotto controllo il polso del mercato, ha da alcuni mesi premuto l’accelleratore sul progetto Media Center. Microsoft ha fiutato infatti la possibilità che i tempi siano maturi per forzare la convergenza tra televisione e computer, e la parallela imperiosa avanzata dei sistemi home-theatre è solo l’ennesima conferma di una domanda di contenuti video per fruizione privata in continua crescita. Se ad oggi il Media Center si propone come cuore pulsante dell’intrattenimento casalingo basato soprattutto su CD e DVD, nel prossimo futuro dovrebbe essere proprio la sostituzione di questi ultimi supporti a cambiare la natura dell’acquisto dei contenuti. Nel Media Center, però, la convergenza ha già trovato un suo primo sfogo concreto già in pasto al mercato.

MOTORI DI RICERCA
Anche i motori di ricerca si sono già preparati alle nuove dinamiche che avvicinano l’utenza ai prodotti video. In quest’ottica vanno visti infatti gli esperimenti con i quali i principali attori del settore hanno inaugurato l’indicizzazione dei contenuti video con l’obiettivo di rendere reperibili alla ricerca anche i prodotti tradizionalmente offerti dalla televisione; nella stessa direzione, inoltre, vanno i nuovi servizi con i quali i motori offrono le recensioni dei film, gli estremi per la fruizione cinematografica e (o almeno si va verso la configurazione anche di quest’ultimo servizio) i riferimenti per affittare/acquistare il film desiderato. Non ci vuole troppa immaginazione dunque per ipotizzare un servizio di acquisizione video (in Italia sono già attivi servizi quali Libero Film) i cui contenuti siano facilmente individuabili tramite un apposito link su Google. Un occhio di riguardo va dunque offerto a Google Video e Yahoo! Movies, i due principali servizi che il settore dei motori di ricerca ha riservato all’industria cinematografica.

UN PERCORSO OBBLIGATO
E’ la stessa storia dei mezzi di comunicazione a suggerire la via che il mercato va a percorrere. Corsi e ricorsi storici. Mentre saranno dinamiche legislative-concorrenziali a far obbedire il settore della connettività ai dettami della Legge di Moore, mentre sarà il semplice passo dei tempi a portare il computer tra le capacità individuali degli utenti di domani, è la semplice dinamica evolutiva dei media a suggerire come la convergenza ed i micropagamenti rappresentino il futuro del settore. L’arrivo del digitale terrestre e la precedente rivoluzione dettata dal satellitare ha inaugurato il passaggio dei contenuti video ai codici binari. Ora non è più un’utopia immaginare che tramite carta di credito sarà comunemente possibile accedere ad un catalogo online ed acquisire ora una partita di calcio, ora un film, ora uno spettacolo teatrale. I tempi con i quali si svilupperà questa rivoluzione sono difficilmente ipotizzabili (già oggi la cosa è occasionalmente possibile, ma l’esplosione del mercato ed il relativo equilibrio di strumenti e prezzi), ma quando il tutto diverrà solida realtà quelli che oggi sembrano semplici segnali e flebili supposizioni saranno già vecchi indizi e pratica quotidiana.

L’analisi del mercato che coinvolge oggi la musica digitale è un buon modo per prepararsi a ciò che verrà quando Hollywood deciderà di entrare nelle case di ogni utente. Nelle ultime ore è giunta infatti la notizia dell’acquisizione da partedi Sony della mitica Metro-Goldwyn-Mayer. Per la casa nipponica la filiera sembra completa: dai lettori musicali ci si evolverà in mini-tv portatili che passeranno per PSP e telefonia, dai notebook si passerà all’evoluzione dei media center, MovieLink costituirà il Sony Connect della cinematografia (o ancor più probabilmente verrà abbandonato e Sony correrà da sola con un video store completamente proprio), un nuovo sistema DRM è presumibilmente già in cantiere (DVD John permettendo): la multinazionale ha ora, oggi più di ieri, tutti gli strumenti per gestire l’home cinema a partire dalla produzione fino alla fruizione finale. Durante l’ultimo Digital Hollywood Conference Sony lo aveva preannunciato: ciò che Apple ha fatto nella musica, Sony intende farlo nel mondo del cinema.

Che ne sarà del cinema tradizionale? Che ne sarà della TV? Che ne sarà dei DVD a noleggio? Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma.

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