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Amazon: libri, Barolo, Chianti e Barbaresco

Su Amazon sarà presto possibile acquistare vino. La novità giunge in seguito all'accordo tra il gruppo di Jeff Bezos e Wine.com, enoteca virtuale impegnata con vini italiani, francesi e californiani. Questa è la delocalizzazione che temeva Stanca

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Amazon ha deciso di cambiare parzialmente orizzonte ed alla gamma dei prodotti in vendita sul negozio virtuale più conosciuto al mondo aggiungerà anche una nuova voce: il vino. L’avventura enologica sarà posta in essere grazie alla collaborazione del gruppo di Jeff Bezos con l’enoteca virtuale Wine.com.

George Garrick, CEO Wine.com, applaude all’accordo confidando grande fiducia nel progetto: il brand e l’ampia utenza Amazon possono infatti offrire un mercato nuovo al proprio gruppo, stimolando così l’approdo alla Rete del mercato vitivinicolo (del quale, secondo Garrick, meno dell’1% viaggia per via digitale). Per incentivare ulteriormente l’attecchimento del progetto è concreta la possibilità di una serie di sconti tali da incoraggiare l’utente a provare il servizio.

Ad oggi Wine.com può contare su una clientela propria estesa a circa 100.000 utenti, profitti in evidente crescita ed un parco vendite allargato a 14.000 etichette. Il gruppo è nato nel 1998, due anni prima che Amazon tentasse (era l’Aprile del 2000) la prima propria avventura nel mercato del vino in seguito all’accordo multimilionario con il sito Wineshopper.com. Il progetto fu viziato da una serie di fallimenti (coinvolto lo stesso Wine.com, rilevato nell’Agosto del 2000 dal gruppo eVineyard.com).

Per Amazon il nuovo approdo nel settore sarà però sicuramente più complesso rispetto alla originale scommessa sul mercato librario in quanto una serie di discrasie legislative differenzia ogni singola nazione e rende complesso lo smercio internazionale di un prodotto tanto delicato. Per questo motivo Amazon costituirà una semplice vetrina per Wine.com, sulle cui pagine avverrà il reale acquisto della merce e tramite la cui struttura sarà più agile il processo di vendita e distribuzione.

Solo nelle ultime ore Lucio Stanca aveva lanciato un forte monito circa il pericolo della “delocalizzazione” che il web introduce sul mercato: «Dobbiamo assolutamente evitare che gli ingenti contenuti del nostro patrimonio artistico, culturale ed ambientale vengano proposti in Rete da altri e subiscano una improvvida “delocalizzazione”. Essi sono una opportunità che dobbiamo sfruttare e valorizzare noi». Alla luce del progetto lanciato da Amazon e dopo aver adocchiato i vini italiani a disposizione su Wine.com, quella di Stanca sembra essere una vera e propria profezia.

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