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Il Papa scatena la compravendita dei domini

BenedictXVI.com, Benedict16.com, Benedictsixteen.com, Benedettoxvi.it, Papabenedettoxvi.it, paparatzinger.it: è scattata la corsa ai domini del Papa tra chi vende, chi compra e chi regala.

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La corsa all’accaparramento dei domini è un vecchio fenomeno della Net Economy. Fece storia nel 2000 l’acquisto di 500 mila domini generici da parte dell’imprenditore Nichi Grauso, costretto pochi mesi dopo a liquidarli a prezzo di costo. Un rigurgito del fenomeno si è avuto in occasione della scomparsa di Giovanni Paolo II e della successiva elezione di Papa Benedetto XVI. La corsa ai domini relativi al Papa è stata immediata, fervente, combattuta, tanto che in Italia l’organismo di controllo ha dovuto sospendere la registrazione di diversi domini in attesa di vederci più chiaro. La lotta sui .com è però già aperta.

BenedictXVI.com
Il dominio è stato registrato prima ancora che il Cardinale Ratzinger venisse eletto dal Conclave e l’autore della registrazione è tale Rogers Cadenhead. 38enne, americano, Cadenhead ha registrato in anticipo vari domini “papabili” ed alla fin fine la sorte lo ha premiato con Benedictxvi.com. La storia è però una storia a lieto fine: messo con le spalle al muro per la possibilità che il dominio venisse girato con lo scopo di trarre il massimo lucro dalla questione, Cadenhead si è invece svincolato con grande eleganza dalla vicenda. Ha prima tirato in ballo la nonna cattolica che non gli avrebbe perdonato un gesto simile, poi ha spergiurato che avrebbe gestito con attenzione il delicato dominio, infine ha offerto benedictxvi.com ad una associazione dal profilo morale indiscutibile che farà uso del tutto per contribuire alla causa di famiglie bisognose. E vissero felici e contenti.

Benedict16.com
Dominio tanto simile e tanto diverso da quello di Cadenhead. La diversità sta soprattutto nell’atteggiamento di colui che lo ha registrato: tale Jacopo Di Trani il primo a buttarsi sul dominio e ad aggiudicarselo per poi avanzare il proprio istinto commerciale ben precisando come qualunque acquirente (purché generoso) sarebbe stato ben accolto. Detto fatto: il dominio è in vendita su eBay ed in queste ore si sta chiudendo un’asta già arrivata a 6.200 dollari. Tra “JDT” e Cadenhead si è anche sviluppato un piccolo conciliabolo a distanza che ha lasciato emergere le fondamentali differenze d’intento tra i due. Ora JDT scopre che ha a disposizione anche il dominio popebenedictsixteenth.com, dunque la vendita è doppia ed i saldi sono iniziati: chi tardi arriva male alloggia, affrettarsi gente.

Per chi volesse vendere/comprare domini simili può risultare utile un servizio quale Afternic, dal quale è possibile evincere che un dominio come popememorial.com è valutato 75.000 euro mentre Benedictsixteen.com è in svendita a soli 1000 euro. In vendita su eBay siti interi già avviati e disponibili al subentro.

E poi vennero i .it
Probabilmente non è un caso se JDT è iscritto al Mensa, associazione che raccoglie persone dotate di particolare “intelligenza”. Infatti mentre lui occupava i posti più ghiotti nell’ambito dei .com, il resto degli avventori italiani si tuffava in massa ed in ritardo sui .it. Per questi ultimi, però, il NIC ha riservato una piccola temporanea sorpresa: la sospensione delle operazioni almeno fintanto che non si sarà fatta luce sugli eventuali problemi legati a tali frettolose procedure di registrazione. Benedettoxvi.it, sospeso. Benedetto16.it, sospeso. Papabenedettoxvi.it, sospeso. Benedictxvi.it, sospeso. In registrazione risulta papabenedetto.it, così come paparatzinger.it, cardinaleratzinger.it e b16.it (su quest’ultimo non è mancato un certo sforzo di fantasia). Con uno occhio al passato e uno al futuro Michele Borzatta risulta aver registrato sangiovannipaolo.it mentre Michele Conca si è aggiudicato sangiovannipaoloii.it. Ed ora sperano.

Ci siamo rivolti al NIC, l’autorità italiana deputata alla gestione dei .it, per capire fino a che punto tali registrazioni (al di là di una semplice reprimenda morale) siano regolari, accettabili o eventualmente ostacolabili. Ci ha risposto Daniele Vannozzi, responsabile dell’Unità Operazioni del Registro del ccTLD .it:

HTML.it: Domini simili potrebbero non essere in linea con la policy di registrazione di un dominio .it?
NIC: «La valutazione che può fare il Registro è basata solo sul nome a dominio, sul soggetto richiedente e sulla verifica se il nome a dominio richiesto è conforme a quanto previsto nel Regolamento di assegnazione. Va inoltre tenuto conto che il richiedente il nome a dominio sottoscrive un documento (la cosiddetta LAR: Lettera di Assunzione di Responsabilità) nel quale oltre a fornire le “sue generalità” o quelle dell’organizzazione (aziende, enti, liberi professionisti o associazioni) sottoscrive delle clausole tra cui anche quella relativa al fatto di avere la disponibilità giuridica del nome a dominio e di non ledere, con la registrazione, diritti di terzi».

HTML.it:Un fenomeno simile potrebbe trovare qualche ostacolo da parte del NIC?
NIC:«Sinceramente credo che lo sforzo che Registro e operatori del settore debbano fare congiuntamente è quello di aumentare il livello di “conoscenze e competenze” dell’utenza al fine di mettere in evidenza l’importanza dei contenuti dell’informazione che si intende fornire rispetto alla scelta di avere in uso un nome a dominio accattivante ma privo di contenuti e di informazione. La corsa ai domini “caldi”, del resto, è una costante di ogni avvenimento che colpisca in maniera significativa l’opinione pubblica nel bene e nel male: la via maestra, più che il rigore normativo che va comunque applicato caso per caso, è sempre e comunque il buon senso».

Michele Conca, ex-seminarista: negli anni ha speso cifre ingenti per accaparrarsi oltre 250 domini con il fine di metterli al riparo da usi impropri. Conca ha dichiarato a Panorama: «da ex seminarista e buon cattolico mi sono posto una missione: evitare che altri ci speculino, come stanno già facendo gli americani». Alla luce della diatriba tra Rogers Cadenhead e Jacopo Di Trani, però, viene giocoforza da pensare che in questo caso gli Americani siamo noi. Paragrafando Vannozzi, dunque, «la via maestra è sempre e comunque il buon senso».

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