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Apple distribuisce la patch 2005-006 per Mac OS X

A pochi giorni dall'annuncio del passaggio a Intel, Apple torna all'attività quotidiana distribuendo l'aggiornamento 2005-006. Secunia segnala 13 falle e gravi pericoli potenziali. L'aggiornamento è disponibile per Mac OS X 10.3.9 e Mac OS X 10.4.1

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Dopo il momento di disorientamento causato dall’ultimo keynote di Steve Jobs nel quale Apple ha annunciato il passaggio a Intel, il mondo Mac torna alla stretta attualità ritrovandosi a disposizione l’aggiornamento 2005-006 che Secunia definisce «highly critical» sulla base della gravità delle falle che va a correggere. La patch è disponibile sia per Mac OS X 10.3.9 (3.5 Mb), sia per Mac OS X 10.4.1 (5.9 Mb).

Secunia segnala in tutto ben 13 falle con problematiche potenziali che vanno dall’aggiramento delle misure di sicurezza, all’esposizione di dati sensibili, al DoS. I problemi sono emersi in particolare in Bluetooth, PHP, AFP Server, CoreGraphics. Inutile sottolineare, dunque, l’importanza di un sollecito aggiornamento del sistema da parte degli utenti Macintosh.

L’abbandono di IBM ha negli ultimi giorni assorbito la quasi totalità del dibattito sviluppatosi sul web a proposito di Apple. Importante è stato il dialogo circa l’opportunità della scommessa Intel, e anche in tema di sicurezza si è posto un interrogativo volto ad indagare circa i possibili rischi a cui Apple potrebbe andare incontro andando a lavorare sulla stessa piattaforma su cui gravita il mondo Windows. La conclusione di Dana Gardner, analista Yankee Group, è stata che Apple non dovrebbe correre rischi maggiori a causa del passaggio di piattaforma in quanto la robustezza del sistema operativo è maggiore in quanto tale. E ben difficilmente arriveranno problemi a livello di bios.

Semmai, l’approdo a Intel dovrebbe permettere un sensibile abbassamento dei costi che potrebbe stimolare la crescita della base di mercato della mela di Cupertino. In tal caso la comunità Mac, facendosi più numerosa, potrebbe diventare un target maggiormente appetibile per chi trae dal malware profitto o interessi vari. L’ipotesi, tuttavia, rimane al momento assolutamente remota.

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