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Skype vendesi: prezzo base 1 miliardo di dollari

Una provocazione firmata Tim Draper (a capo di una delle aziende che ha investito il proprio capitale in Skype) lancia un'ipotesi quantomeno intrigante: Skype potrebbe essere in vendita al miglior offerente. Yahoo! e Google i primi sull'asta

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Tim Draper della Draper Fisher Jurvetson (che sul sito del gruppo si candida al ruolo di “padre di Skype”) ha lanciato quella che a tutti gli effetti sembra essere una mera provocazione: il prezzo di mercato di Skype è quello di una base d’asta da 1 miliardo di dollari. La dichiarazione non ha però suscitato particolare interesse in riferimento alla consistenza della valutazione, quanto piuttosto ha scatenato il dibattito attorno ad un altro punto focale: Skype è in vendita?

Che l’azienda del CEO Niklas Zennstrom possa far gola a molti è cosa risaputa, ma l’azienda è in piena esplosione ed è difficile valutare la reale volontà del quadro dirigenziale (ereditato peraltro da un altro grande nome decaduto del web: Kazaa). Alle domande provenienti dai giornalisti intervenuti alla conferenza comune di Zennstrom e Draper i due hanno glissato abilmente e l’argomento è stato dunque completamente evitato. Un piccolo cenno all’interno di uno degli interventi, qualche interpretazione poco consistente che si solleva ed una lettura tra le righe ben più utile del messaggio di per se stesso: a prescindere dallo stato di vendita di Skype, rimane una valutazione che configura l’alto profilo della società raggiunto oggigiorno.

I numeri del gruppo Skype sono già impressionanti: oltre 40 milioni di utenti, circa 140 milioni di download, circa 300.000 download solo negli ultimi giorni (dopo il rilascio della nuova versione video). E va ricordato come i numeri siano quelli di una azienda che promette di far comunicare «con chiunque, ovunque, gratis, per sempre».

Due i gruppi maggiormente indicati come possibili acquirenti interessati: Yahoo! e Google. Il primo potrebbe essere in cima alla lista (e già sperimenta comunicazioni vocali tramite il proprio Messenger), ma il secondo non sembra troppo defilato. Gli interessi configurabili all’interno di una eventuale cessione di Skype si identificano in un buon biglietto d’ingresso nel mercato VoIP, nell’asservimento di una leadership di mercato acquisita e soprattutto nell’eliminazione di una importante barriera d’ingresso che potrebbe oggi ostacolare qualsivoglia investimento nel settore.

Il pettegolezzo rimane tale. Ma l’ipotesi dell’asta per Skype è verosimile e solletica la fantasia in quanto basata su una realtà assodata: il VoIP è prossimo ad una crescita che assumerà i contorni della rivoluzione nei confronti dell’attuale mondo della telefonia.

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