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E la radio diventò ‘sociale’

Scoperta di gusti simili tra utenti e di nuova musica, analisi delle affinità, persino una sorta mappa genetica di migliaia di brani. La web-radio del futuro è quella che si adatta a tutti i nostri desideri. I casi di Last.fm e Pandora.

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Quella della radio su internet è una storia lunga e gloriosa. La sua
evoluzione, poi, nelle modalità di trasmissione e fruizione, ha sempre
accompagnato quella dei fenomeni più interessanti della rete nel suo complesso.
Se questo è il tempo del social software, dei contenuti personalizzati,
di quella che in molti definiscono ‘fine del palinsesto’, quindi, non c’è
da stupirsi se anche la radio sul web abbia in certi casi assunto connotati perfettamente
in linea con queste tendenze. Sono due i progetti che hanno di recente generato
più attenzione: Last.fm
e Pandora.

Last.fm era in realtà attivo da un pezzo, ma da qualche settimana
si è riproposto ai suoi utenti con una veste completamente rinnovata e
con tanti nuovi servizi. La novità principale è la fusione della
radio vera e propria (Last.fm) con Audioscrobbler
, il servizio di condivisione
di liste e profili musicali da cui tutto ha origine.

Il funzionamento è molto semplice. Ci si iscrive, innanzitutto, e si
inizia a riempire il proprio profilo con i soliti dati personali di base. Potremmo
anche farne a meno, perché ciò con cui il profilo va alimentato
e che interessa a Last.fm, sono le canzoni che ascoltiamo al PC. Per inviare
le informazioni sui brani, si utilizzano dei plugin, disponibili per i
più comuni player musicali e per tutti i sistemi operativi. Il flusso di
dati inviato, serve intanto a generare tutta una serie di liste, dai brani ascoltati
di recente (si aggiorna ad ogni canzone ascoltata) alle classifiche degli artisti
più sentiti in una settimana. Sulla propria pagina
personale
tutto è linkato. Ogni artista,
ogni album,
ogni canzone,
ha la sua pagina. Posso quindi vedere a chi, tra gli utenti, piace di più
Tom Waits, chi ha ascoltato più volte Heroes di David Bowie, etc.
Dall’incrocio di tutti i dati, vengono infine create liste di neighbours
(quelli che hanno gusti simili ai miei) o di raccomandazioni (consigli su artisti
che potrebbero piacermi in base ai miei ascolti). È anche possibile iscriversi
a gruppi di discussione, postare interventi nel proprio blog musicale (lo chiamano
Journal), etichettare tutto con gli ormai onnipresenti tag.

E la radio? Beh, prima c’è da scaricare un apposito player, poi si ha
solo l’imbarazzo della scelta.
Ogni utente per cominciare ha la sua radio, e tutti possono ascoltarla.
La musica che passa, viene selezionata automaticamente in base al proprio profilo
musicale. Non ci si può sbagliare: se vedo uno che ha una lista fatta solo
di gruppi metal, posso stare certo che quello è il genere che mi propinerà
la sua radio. Se mi piace, bene. Altrimenti passo avanti. Con l’inserimento dei
tag, poi, il numero di stazioni è virtualmente illimitato! Ad ogni tag
ne corrisponde una. A parte scegliere quella che trasmette solo un certo genere
o un certo artista, si possono trovare stazioni che mandano solo cover o canzoni
d’amore. Nient’altro da aggiungere, se non invitare a provarlo. Last.fm è
davvero il prototipo di quella che è la perfetta applicazione di social
software, un ambiente in cui tutto è rivolto alla condivisione, all’interazione,
alla scoperta di nuove relazioni.

Diverso ma altrettanto interessante l’approccio di Pandora. Non ritroviamo
in questo caso l’insieme di tool propriamente definibili come sociali visti
su Last.fm, al centro del sistema c’è piuttosto la musica e obbiettivo
primario, più che la scoperta di affinità tra utenti, è quella
di nuovi artisti o brani (la domanda che campeggia sulla home page dice tutto:
Can you help me discover more music that I’ll like?). Le differenze con
Last.fm si spiegano sulla base di quelle tra i due progetti originari. Di Audioscrobbler
abbiamo già accennato. Pandora nasce invece dall’ambizioso Music
Genome Project
. L’opera musicale di oltre 10.000 artisti è stata sottoposta
a partire dal 2000 a sofisticate analisi in grado di tracciare una mappa delle
caratteristiche intrinsiche di ciasun brano: armonia, orchestrazione, ritmo, arrangiamenti,
strumenti utilizzati, testi…. Quando si arriva su Pandora, per creare una nuova
stazione ci viene richiesto solo di inserire il nome di un artista o il titolo
di una canzone. Interregando il database del Music Genome Project, l’applicazione
andrà a selezionare gli altri brani in base alle caratteristiche genetiche
condivise. Il gioco delle affinità, insomma, supera i limiti della canonica
vicinanza per genere, basandosi invece su dati, per così dire, scientifici
e misurabili
.

Dimenticavo l’ultima differenza. Pandora è un servizio commerciale.
L’ascolto della radio costa $36 all’anno, con la possibilità di creare
e memorizzare fino a 100 stazioni.