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AOL, tutti la vogliono nessuno la stringe

Il mercato AOL è desiderato da tutti: Time Warner lo sa e si fa desiderare. Nel momento in cui Microsoft abbandona il tavolo delle trattative, però, spuntano i nomi che ci si aspettava: Google e Comcast stanno infatti approcciano AOL

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Mentre Microsoft e Yahoo! ereggono un importante ponte tra le comunità dei rispettivi instant messenger mandando definitivamente a monte la trattativa in corso con AOL, Google si sarebbe avvicinata con forza verso America OnLine ed una concertazione sempre più serrata potrebbe portare presto ad un accordo più volte rinviato con la dirigenza di Redmond. L’agenzia di stampa non fa altro che confermare quanto largamente previsto alla luce degli avvenimenti di ieri, anche se nessuna delle parti al momento conferma alcunché ed il tutto persiste in un’aura nebulosa di ipotesi e congetture.

Secondo quanto inizialmente riportato dal Wall Street Journal, i rivali di Microsoft nell’approccio ad AOL sarebbero stati almeno 2. Nel momento in cui Microsoft se ne va dal banco delle trattative ecco scaturire i nomi: Google e Comcast, grande gruppo USA che offre non solo connettività ma anche servizi di cable tv e fonia. L’accordo potrebbe dunque scaturire in un patto congiunto che rinforzerebbe la polarizzazione in atto del mercato.

Prima conseguenza eventuale: Google Talk e gli instant messenger AOL potrebbero aprirsi l’un l’altro con grande vantaggio soprattutto per il primo (1% contro il 56% circa del settore), Google si assicurerebbe un capitale già ad oggi controllato (l’11% degli introiti provengono dal mondo AOL), Comcast si assicurerebbe una partnership di enorme valore potenziale ed i tre colossi della connettività potrebbero unire le forze nel tentativo di mettere all’angolo il polo opposto. L’accordo porterebbe Google e Comcast a detenere una parte di AOL: con il gruppo valutato sui 10 miliardi di dollari, l’entrata congiunta sarebbe valutata sui 5 miliardi (denaro che andrebbe a Time Warner per cedere parte della propria quota).

In regime di “Bubble 2.0” è forse poco opportuno costruire castelli eccessivamente labili e basati su semplici ipotesi ma, se le voci continuano ad essere confermate come successo nel recente passato, il margine di errore è relativamente basso. In questo contesto, inoltre, va tenuto in particolare considerazione il mondo del VoIP, dalla cui esplosione può scaturire un mercato dai grandi presupposti ed in cui sia Comcast, sia AOL, sia Google potrebbero avere importante voce in capitolo.

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