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Assoprovider, ricorso d’urgenza contro Telecom Italia

Ricorso d'urgenza al Tribunale di Milano contro Telecom Italia da parte di Assoprovider. L'istanza è stata presentata per protestare contro l'attività messa in pratica da Telecom in seno all'offerta Teleconomy Internet prima di opportuna offerta wholesale

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Assoprovider comunica di aver avanzato presso il Tribunale di Milano un ricorso d’urgenza contro l’offerta Teleconomy Internet di Telecom Italia. Il ricorso richiede espressamente la sospensione della commercializzazione del servizio e ciò in virtù dell’assenza di una adeguata offerta “all’ingrosso” che permetta alla concorrenza di accedere ad una adeguata iniziativa concorrenziale.

Recita il comunicato Assoprovider: «Nel ricorso per provvedimento d’urgenza ex art 700 predisposto dallo Studio Legale dall’Associazione si chiarisce come l’offerta di accesso ad Internet in modalità dial-up denominata Teleconomy Internet, rivolta alla clientela finale con una tariffazione mensile flat rispettivamente di € 10 per le linee analogiche RTG e di € 19,2 per le linee ISDN, non abbia alcuna offerta wholesale equivalente rivolta agli operatori concorrenti, e dall’analisi dei profili economici e concorrenziali, risulta pertanto impossibile competere con offerte alternative, ostacolando così la realizzazione di reti e servizi da parte degli Internet Service Provider, a discapito della concorrenza e dei consumatori».

Assoprovider motiva la richiesta d’urgenza con la necessità di intervenire nei confronti di una evidente emorragia di clientela, quota di mercato che si trasla verso il mondo Telecom mettendo sempre più alle strette una concorrenza già di per sé in estrema difficoltà. L’associazione ricorda inoltre come Telecom Italia continui a disattendere le indicazioni dell’Autorità Garante delle Comunicazioni senza che nessuno intervenga in proposito. L’iniziativa giunge a sole 24 ore di distanza dalla lettera dell’Associazione Italiana Internet Provider pubblicata su Il Manifesto ed indirizzata all’AGCOM con l’obiettivo di protestare contro l’attuale status del mercato della connettività italiana.

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