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Bangle lives here

Bangle sfrutta le olimpiadi invernali per riproporsi sulla scena: la promessa è quella di regalare biglietti per i giochi di Torino 2006, ma nell'allegato si nasconde il file infetto. Si alza nel frattempo l'attenzione per lo spamming di S.Valentino

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Il ferro olimpico va battuto finché è caldo ed i virus writer questo lo sanno benissimo. Non a caso una nuova versione di Bangle è in circolazione e l’argomento sfruttato è, appunto, la manifestazione dei giochi di Torino 2006. La promessa è golosa: ticket gratis, una tentazione da svariate centinaia di euro a cui non pochi, in preda al clima olimpico, potrebbero cadere.

Il rischio sembra essere comunque, al momento, scarso. Secondo il monito Secunia il virus si presenta al grido di “Free Olympic Ticket Lottery” (o simili) e promette biglietti per varie specialità olimpiche. Per accedere al premio è sufficiente aprire l’allegato (.zip) dal quale però, invece che i biglietti promessi, spunta Bangle.FY, variante del precedente Bagle.FM che si spacciava per file contenente definizioni antivirus Symantec. In breve il “Passion lives here” olimpico diventa un “Bangle lives here” sotto il quale l’infezione tenta di proliferare: Bangle copia se stesso tra le cartelle condivise e si auto-invia tramite posta elettronica agli indirizzi ritrovati sul pc infetto.

Alcuni dettagli derivanti dal testo del messaggio lasciano presumere il fatto che il tutto sia stato studiato per colpire soprattutto l’utenza statunitense, peraltro molto attenta ai Giochi: la lingua usata è l’inglese ed inoltre i servizi di vendita elencati fanno riferimento a servizi attivi negli USA (TickCo, SuperTicketing e TicketWorld, quest’ultimo attivo anche in Italia).

Nel contempo per San Valentino è consigliabile diffidare di mail e siti web che presentano auguri o promesse di incontro. Secondo Repubblica.it la Internet Security Systems (ISS) avrebbe comunicato che «solo negli ultimi 12 mesi il numero dei siti internet che organizzano appuntamenti è cresciuto del 17%: un incremento dovuto proprio agli hacker e ai creatori dei cosiddetti “malicious code”, pensati per generare phishing, spam e attacchi informatici veri e propri». Allarme similare giunge dall’ANSA: l’Ufficio per la tutela dei consumatori e degli utenti del Comune di Roma avrebbe suggerito di alzare il livello di guardia perchè il livello di spamming su S.Valentino è stato già valutato in crescendo e la tendenza dovrebbe continuare nelle prossime ore.

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