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DRM sotto la ghigliottina francese

La Francia ha messo il DRM sotto la ghigliottina e si appresta a votare la definitiva cesura con il mondo dei digital right management di Apple e Microsoft: in nome dell'interoperabilità il parlamento è pronto a votare una legge contro DRM e monopoli

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Che la Francia non fosse propriamente amica dell’invadenza statunitense nei mercati europei è cosa risaputa e sfociata solo recentemente nell’orgogliosa protesta contro Google ed il progetto di digitalizzazione delle biblioteche universitarie. Oggi la Francia è però quantomai vicina ad un possibile scontro che vedrebbe il paese d’oltralpe porsi clamorosamente contro la federazione d’oltreoceano: «Nazionalisti francesi e difensori del libero mercato potrebbero avere ora qualcosa sul quale essere d’accordo: difendere la libertà di scelta nello scaricare canzoni e video da Internet» (Reuters).

A breve giungerà il verdetto sulla questione in quanto il parlamento avrà occasione di esprimersi su una proposta di legge che «potrebbe consentire ai consumatori di aggirare legalmente il software esistente che protegge i diritti d’autore». Secondo La Repubblica «la nuova legge permetterebbe agli altri operatori di aggirare il software a protezione del materiale coperto da copyright consentendo la conversione del contenuto digitale da un formato a un altro». Nel mirino del legislatore v’è dunque il principio stesso del Digital Right Management e chiamati in causa sono i due principali gruppi interessati nell’ambito: Apple e Microsoft.

Reuters riporta alcune dichiarazioni che suggeriscono direttamente lo scontro imminente: secondo Willms Buhse, dirigente del settore prodotti e marketing CoreMedia («società che realizza sistemi di gestione dei diritti digitali utilizzati per la protezione dalle copiature») il DRM è la chiave di controllo tanto dell’accesso all’informazione digitale quanto dell’accesso ai consumatori: «per gli operatori di rete, il DRM ha il potenziale di diventare il sistema universale per imporre un pagamento su Internet»; Klaus Pilz, gruppo Swisscom Broadcast, da parte sua boccia la mancata interoperabilità tra i sistemi escludendo la propria azienda da ogni ipotesi di investimento nel settore.

La proposta di legge passerà al vaglio della votazione entro poche ore. Christian Vanneste, parlamentare francese, avrebbe dichiarato la ferma intenzione del legislatore di impedire tanto la pirateria quanto la nascita di monopoli, ed emerge in ciò il chiaro braccio di ferro che intende portare Apple e Microsoft al dialogo per il bene collettivo del consumatore: «non possiamo accettare che dati numerici siano disponibili in un linguaggio non traducibile in un altro. Bypassare i DRM per permettere tale traduzione non sarà illegale sotto questa legge». Il caso francese è primo e unico al mondo nella sua specificità ma raccoglie il consenso di un’ampia audience a livello internazionale (dati di fonte europea evidenziano come l’utenza sarebbe disposta a pagare anche il doppio pur di avere file musicali ascoltabili indipendentemente dal tipo di apparecchio di riproduzione in possesso).