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Google.com bloccato da giorni in Cina

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Dopo Microsoft, anche Google ha dovuto subire gli ostruzionismi della censura cinese: Google.com è stato a lungo indisponibile in Cina negli ultimi giorni, il che ha irritato l’utenza e fatto perdere non poco denaro (pagine viste, click, partecipazione) al motore di Mountain View. Il problema non ha però coinvolto Google.cn, la versione che Google ha inaugurato in Cina per fare in modo che il proprio indice potesse essere filtrato da quelli che sono i contenuti ritenuti illeciti da parte delle autorità del paese orientale.

Secondo Reporters Without Borders il blocco era quasi scontato: con l’introduzione di Google.cn e l’intrinseco assenso all’azione censoria delle autorità cinesi, Google doveva aspettarsi prima o poi una qualche disfunzione sulla versione originale del motore. Il blocco ha però forte impatto sull’utenza cinese del motore per un motivo semplice: solo l’1% degli utenti compie ricerche su Google.cn (motore per definizione dotato dell’handicap della censura). La quantificazione giunge da una dichiarazione di Sergey Brin, il quale ha ammesso i problemi con le istituzioni cinesi ed il quale già in passato ha già ricevuto anche la solidarietà del rivale Bill Gates, alle prese con le stesse problematiche.

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