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Assoprovider torna a chiedere lo scorporo

Assoprovider ha ufficialmente chiesto al Ministro Bersani di applicare il principio delle liberalizzazioni anche al settore delle telecomunicazioni: la posizione di rendita di Telecom Italia va debellata per permettere all'economia nazionale di crescere

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Un comunicato Assoprovider invita il Ministro Bersani a tenere in ferma considerazione la possibilità di liberalizzare il settore delle telecomunicazioni con lo stesso coraggio palesato nel settore dei taxi, che tanto rumore (e ingorghi) sta portando per le piazze italiane. La richiesta specifica è quella più volte portata avanti dalle associazioni del settore e già avanzata anche al Ministro Gentiloni: lo scorporo della rete in gestione a Telecom Italia. Recita il comunicato:

«Assoprovider, l’Associazione Provider Indipendenti rappresentativa di circa 200 PMI impegnate nel settore delle Telecomunicazioni, plaude l’avvio delle liberalizzazioni che il Governo e il Ministro Bersani hanno promosso, come uno dei primi segnali di cambiamento del nuovo Governo guidato dal Presidente Prodi.
La modernizzazione ed il rilancio del Paese, anche agli occhi del mondo, non possono che passare per la demolizione delle posizioni di rendita (se non di monopolio) quasi sempre presenti nella fornitura di servizi ai cittadini e alle PMI in Italia.
Assoprovider si augura che accanto alla concertazione con le parti direttamente interessate, per una più efficace e rapida definizione delle liberalizzazioni, si affrontino finalmente con fermezza settori chiave come quello dell’Energia (si veda il problema della benzina) e, ovviamente, data l’attività di Assoprovider, delle Telecomunicazioni.
In questo settore la separazione fra reti e servizi dell’ex-monopolista è diventata ormai improcrastinabile come soluzione concreta alla serie infinita di violazioni delle regole della concorrenza eseguite in questi anni da parte di Telecom Italia, nella quasi indifferenza generale: finalmente sembra, a leggere i giornali e le note ufficiali, che la separazione sia auspicata apertamente anche in Italia ed in Europa da più parti.
“L’errore – afferma Matteo Fici, presidente di Assoprovider – sta nel considerare la liberalizzazione delle TLC come un problema di ‘nicchia’: il settore delle Telecomunicazioni nell’era della convergenza digitale si è ormai fuso con quello della Comunicazioni e dell’Informazione e dunque mantenere, facendo rafforzare, posizioni oligopolistiche significa creare ‘mostri’ nel settore dei media del futuro italiano, che rischiano di mettere in pericolo l’andamento democratico e il corretto funzionamento del sistema economico del nostro paese”
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