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Microsoft guarda all’orizzonte ‘Live’

La conversione Live di Microsoft è un progetto che guarda lontano, al momento in cui il 'software as a service' diventerà la guida dell'informatica. Per questo motivo la risposta a Writely è un semplice intento: anche Microsoft investirà nel settore

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Nella settimana in cui Google chiama definitivamente a sè gli utenti iscritti a Writely (la versione “software as a service” di un word processor in stile Microsoft Word) convertendo tutti gli account in Google Account, Microsoft fa capire di non voler lasciare troppo spazio alla concorrenza ed ammette la possibilità di investire parimenti nello stesso ambito.

Il suggerimento giunge da Alan Yates, generale manager Microsoft Information Worker Business Strategy, il quale in una intervista a Reuters spiega che il gruppo potrebbe esplorare nuovi orizzonti senza scendere maggiormente nel dettaglio ma lasciando aperta quella porta a cui Google ha già bussato: «stiamo anche pensando a come possiamo approfittare dei nuovi modelli di business come la pubblicità e altre forme di pagamento, così come a nuove modalità di distribuzione». Le cautele da parte di Microsoft sono ovviamente molte in quanto è proprio dai software eventualmente coinvolti (Word, Excel, PowerPoint) che il gruppo ricava gran parte dei propri proventi.

In vista di una minaccia esterna, però, da Redmond già s’è fatto il primo passo con Office Live: il servizio, un qualcosa di profondamente diverso dalla suite Office, aveva suscitato un certo stupore vista la confusione di brand indotta, ma alla luce delle parole di Yates v’è da ipotizzare fin da oggi una seria intenzione di estendere le capacità della produzione “Live” fino a contemplare una vera e propria versione “software as a service” della nota suite.

Il nuovo Office è atteso ad inizio 2007, in concomitanza con l’uscita al pubblico di Windows Vista. L’estensione di Office Live rimane invece un progetto nel cassetto e Microsoft attenderà che il momento sia opportuno prima di iniziare una conversione che potrebbe determinare per certi versi l’inizio di un cambiamento radicale per il gruppo di Redmond. Non c’è fretta comunque: secondo alcune analisi il “software as a service” non si imporrà prima di 5/10 anni, ed è solo allora che Microsoft dovrà farsi trovare pronta a rispondere ai decreti dell’innovazione tecnologica. La reazione dovrà essere pronta, invece, se Redmond non vorrà affidare totalmente a Mountain View il compito di decidere tale indirizzo.

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