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Venice Project: il Kazaa dei video

Emergono altri dettagli sul Venice Project, il progetto di condivisione peer to peer di contenuti video creato dai fondatori di Kazaa e Skype. Non sarà file sharing e conterrà strumenti di protezione dal copyright

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Il Venice Project, il nuovo progetto di TV collaborativa creato da Janus Friis e Niklas Zennstrom (creatori di Kazaa e Skype), avrebbe raggiunto lo stadio finale di sviluppo e sarebbe pronto ad aprire le proprie porte ad un numero sempre maggiore di Beta tester per raggiungere il pubblico entro la fine di quest’anno.

Business Week, che per prima diede la notizia dell’iniziativa, ha rivelato nuove notizie del progetto e un’intervista a Janus Friis su GigaOM ha aggiunto altri interessanti dettagli. The Venice Project, che per il lancio assumerà comunque un nuovo marchio, è un software basato su tecnologia peer to peer che servirà a rendere interoperabili la visione di video con gli strumenti di condivisione e partecipazione che affollano sempre più l’area del cosiddetto Web 2.0. Gli utenti potranno produrre e inviare ai server i propri video che saranno così redistribuiti agli altri partecipanti alla rete.

Il cuore del Venice project è un software da installare sul proprio PC. Il software permette di collegarsi ai canali ospitati dal progetto e visualizzare a tutto schermo, con una qualità “vicina all’alta definizione”, le immagini dei video. Accanto ai controlli comuni di un player video verranno mostrati strumenti di condivisione. La banda necessaria è di un MBit.

Venice Project è, in altre parole, un software peer to peer nato per lo streaming di filmati. I filmati non vengono pubblicati sul Web, come ad esempio per Youtube, ma vengono riprodotti direttamente dai computer degli utenti attraverso l’infrastruttura di rete condivisa. Un sistema di server di backup consentirà inoltre di rendere disponibili i video anche quando gli utenti che li hanno creati non sono online. Non sarà possibile eseguire il download dei film e un sistema di gestione dei diritti d’autore sorveglierà l’eventuale immissione nel circuito di opere protette da copyright.

Il sistema ha anche una visione commerciale. Attraverso un sistema di advertising, i filmati potranno essere interrotti da spot pubblicitari che verranno ricamati attorno alle esigenze degli spettatori. Friis e Zennstrom hanno cominciato a sondare la possibilità di accordi con grandi network televisivi, piccole televisioni locali e aziende di produzione di contenuti.