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Google gestisce pubblicità anche sul cartaceo

Google sta per avviare una fase di test lunga 3 mesi per sperimentare le opportunità della raccolta pubblicitaria per la carta stampata. Il motore occuperà spazi su vari giornali statunitensi trattenendo il 20% del ricavato. Servizio a regime nel 2007

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Se ne parla da tempo ed ormai sembra essere tutto pronto: Google sbarcherà sul cartaceo con il proprio circuito pubblicitario, tentando così di metter mano ai circa 48 miliardi di dollari con cui è valutato il settore nei soli Stati Uniti. L’obiettivo è del tutto evidente: costruire attorno al nome Google un punto di riferimento valido per ogni tipo di pubblicità: il brand impera sul web, gli esperimenti audio e video sono in atto e l’avventura sulla carta stampata è ormai ai nastri di partenza.

Google si prepara a 3 mesi di “beta test” all’interno dei quali non tratterrà alcun compenso per il proprio servizio. Completato il test, ad inizio 2007 dovrebbe prendere ufficialmente corpo la nuova attività, le cui promozioni andranno in stampa sulle pagine di gruppi editoriali quali (fonte New York Times) «Gannett, Tribune Company, New York Times Company, Washington Post Company ed Hearst» (circa 50 i titoli coinvolti in tutto). Tom Phillips sarà il responsabile Google a capo dell’operazione.

L’obiettivo di Google è quello di fornire ai giornali in partnership una serie di piccole inserzioni in grado di riempire gli spazi che altrimenti i giornali non riuscirebbero a piazzare sul mercato. Così facendo si aumenterebbe la resa dei giornali ottimizzandone le capacità promozionali e nel contempo Google è pronto a trattenere il 20% della rendita per il servizio prestato. Ne consegue un servizio win-win in grado di apportare importanti sinergie anche a livello di contenuto e di collaborazioni ulteriori.

L’esperimento è significativo sotto molti punti di vista. Il rapporto di Internet con la carta stampata, infatti, è stato spesso di matrice competitiva e l’attuale cooperazione diviene invece un esempio alternativo che meglio dipinge le reali potenzialità collaborative tra le parti. Inoltre per Google trattasi di una avventura del tutto particolare all’interno di un ambito promozionale di vecchio stampo in cui non è la performance, ma la visibilità, l’elemento cardine del successo dello spazio rivenduto (se non altro si perde per strada il problema del click fraud).

Chi non potrà gioire della presenza di Google sul mercato saranno le grandi agenzie di pubblicità su cartaceo, già alle prese con un mercato in calo tendenziale ed a questo punto minacciate da vicino da un mostro onnivoro che ha dimostrato negli anni di saper crescere a dismisura grazie alla capacità di innovare e rivoluzionare gli ambiti coinvolti nel proprio cammino. Per Google, viceversa, trattasi di una concreta opportunità di estendere il proprio mercato al di fuori di un ambito web ormai occupato in larga percentuale.

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