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Rule of Rose, cronistoria di una notizia

Il caso Rule of Rose, lungi dal giungere ad una conclusione, ha messo in risalto alcune dinamiche distorte nell'emergere della notizia: una recensione libera online, la copiatura distorta su una rivista, l'assalto delle tv, l'eco velenoso della politica

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I fatti sono ormai noti ai più ed i commenti sul caso si sono sprecati. Qualcosa, però, forse si è perso nell’accavallarsi delle pagine scritte a proposito del caso Rule of Rose. A semplice titolo informativo può essere utile un semplice riassunto che lascia emergere in particolare le dinamiche con cui il caso è esploso, è stato vivisezionato, è stato interpretato ed è stato strumentalizzato. Una panoramica di ampio raggio permetterà in futuro di guardare con occhio più critico ad un certo tipo di fonti e di notizie.

  • «Vince chi seppellisce viva la bambina»: Panorama crea il caso lanciando in copertina un titolo di sicuro impatto. Lo speciale spiega Rule of Rose descrivendo il videogioco con parole quali «a scuola di ferocia», «ogni singolo fotogramma trasuda perversione» e «la grafica è così terribilmente realistica che ha indotto più di una volta a spegnere la Playstation anche il cronista di Panorama che ha avuto questo dischetto in anteprima dal Giappone»;
  • Contro il videogioco si scaglia gran parte del mondo politico italiano. In prima fila, in particolare, l’ex-ministro Franco Frattini il quale ha immediatamente espresso il proprio sconcerto: «uno dei giochi recentemente disponibili sul mercato europeo tratta di una ragazza che viene sottoposta a violenza psicologica e fisica. Questo mi ha profondamente scioccato per la sua oscena crudeltà e brutalità». La reazione oppositiva al videogioco è bipartisan e la richiesta di ritiro dal mercato del videogioco viene firmata da «più di 50 eurodeputati italiani di ogni schieramento»;
  • Il commissario alla Giustizia della Commissione Europea Frattini viene ripreso dall’UE. Una lettera del commissario Viviane Reding chiede al collega maggior attenzione negli interventi, maggior consapevolezza degli argomenti affrontati e soprattutto maggior informazione: esistono norme di auto-regolamentazione e la Commissione «ritiene che le misure adottate per proteggere i minori e la dignità umana debbano essere attentamente bilanciate con il diritto fondamentale alla libertà di espressione, come definito nella Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea» (La Stampa);
  • Emergono nuovi retroscena sull’articolo di Panorama. Il forum GamesRadar nota come gran parte dell’articolo sia quantomeno “ispirato” ad una recensione pubblicata sul sito medesimo da parte di un utente. Molte frasi risultano copiate o semplicemente modificate, con l’aggiunta di una serie di note moralistiche da cui il sito prende invece immediatamente adeguata distanza. Il sito riporta le parti incriminate ed è possibile confrontare liberamente la recensione originale di “chrisdarril” con l’articolo di Panorama firmato Guido Castellano. Inevitabile la corsa al commento sul forum di Panorama contro un approfondimento che i più vedono come disinformativo e, oltretutto, copiato.

La vicenda non è chiusa (esiste un preciso progetto annunciato dal ministro Fioroni per nuove normative nazionali sui videogiochi) e sono soprattutto le derive collaterali del caso a creare ora scompiglio. In Italia il gioco è ormai in commercio e la nuvola mediatica sollevatasi sul caso ha partorito una inattesa pubblicità per un prodotto che gli esperti non esaltano per le sue opinabili qualità videoludiche; in Inghilterra, invece, il videogioco sarebbe stato ritirato preventivamente dalla casa di produzione sulla scia delle polemiche insorte a livello europeo a partire dalla scintilla italiana.

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