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Intertainer vs Apple, Napster e Google

Una denuncia è stata depositata dalla Intertainer, azienda specializzata in Video on Demand, contro Apple, Napster e Google. Il brevetto oggetto dell'accusa fa riferimento ad una piattaforma di gestione e commercializzazione per contenuti digitali

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I brevetti tornano a farsi sentire: Apple, Napster e Google sono stati accusati di aver illecitamente fatto uso di tecnologia tutelata da proprietà intellettuale. Non sono chiari i termini dell’accusa, ma il documento depositato in data 29 Dicembre fa riferimento ad un brevetto che tutela «digital entertainment service platform».

Qualcosa di più lo si può arguire dal nome della parte denunciante. Trattasi nella fattispecie della Intertainer, azienda fondata nel 1996 e specializzata in Video on Demand. Partendo da questo principio è quasi semplicistico supporre come l’accusa intenda scagliarsi contro il video store di iTunes o contro una qualche tecnologia adottata nella distribuzione video di YouTube/Google Video, mentre minori legami sembrano sussistere con Napster (che si limita al momento alla semplice distribuzione musicale).

Fig 1. Schema illustrativo del brevetto Intertainer n.6925469

Schema illustrativo del brevetto Intertainer n.6925469

Il brevetto a cui fa riferimento l’accusa (fig. 1) è però presumibilmente il numero 6925469, il cui nome di registrazione è propriamente “Digital entertainment service platform” (datato 5 Settembre 2001) e che si riferisce più in generale ai “media” digitali e non solo specificatamente ai contenuti video. Il testo depositato illustra un sistema di gestione dei contenuti (tanto la funzione organizzativa, quanto quella commerciale) «da una pluralità di fornitori verso una pluralità di consumatori». Il brevetto descrive i vari elementi necessari al completamento di tale processo e le caratteristiche proprie di un sistema simile (calcolo royalty, gestione pubblicitaria, distribuzione contenuti, eccetera).

Tra i nomi eccellenti esclusi dalla denuncia v’è il gruppo Microsoft, il quale compare però dichiaratamente tra i partner di lunga data del gruppo denunciante.

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