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Triplica il traffico sui blog di informazione

L'informazione online cresce al ritmo del 9% annuo, ma a crescere esponenzialmente sono i blog legati ai maggiori riferimenti dell'informazione in rete: +210% nell'ultimo anno a quota 3.8 mln negli USA. A leggere i blog sono soprattutto gli uomini (66%)

«Il numero di persone che leggono i blog online dei 10 principali siti Internet di informazione americani è più che triplicato a Dicembre rispetto all’anno precedente e ha registrato un aumento consistente della percentuale di traffico complessivo»: Reuters riprende i dati Nielsen//NetRatings nel sottolineare come l’informazione online cresca e si trascini appresso anche una crescita parallela per i blog legati ai grandi giornali online: 3.8 milioni di lettori USA nel 2006 rispetto ai 1.2 dell’anno precedente.

Quella dei blog è una domanda specifica, rappresenta la ricerca di un diverso tipo di informazione e soprattutto di un diverso tipo di rapporto con il giornale ed il giornalista. I numeri premiano le risposte offerte dalle maggiori testate: «nell’ultimo mese dell’anno le pagine dei blog hanno rappresentato il 13% delle visite globali per i siti Internet dei giornali Usa, fino al 4% in più dell’anno prima».

La ricerca (pdf) vede crescere l’informazione online del 9% (dati relativi ai primi 10 riferimenti degli States) ed i blog relativi del 210% (+226% per gli uomini, +183% per le donne): cifre che parlano da sole.

I lettori di blog di informazione sarebbero prevalentemente uomini, con percentuale addirittura più alta rispetto alla quota occupata nel mercato dei giornali cartacei (rispettivamente 66% e 60%). La classifica dei riferimenti online premia il NYTimes, accreditato di 13.2 milioni di visitatori unici. Alle sue spalle USAToday e Washington Post, rispettivamente con 9.1 e 7.6 milioni di visitatori. Il trend non è passato inosservato anche nei canali di informazione italiani ed infatti tutte le principali testate si stanno dotando di blog specifico per non perdere il passo con un trend che sta pesantemente plasmando il modo di produrre e proporre le notizie.

La ricerca rivela inoltre come negli Stati Uniti Microsoft sia ancora il riferimento che raccoglie più utenza sui propri siti web (121 milioni contro i 112 di Google ed i 111 di Yahoo), mentre nella classifica dei brand Yahoo conserva ancora la prima piazza rimescolando l’ordine precedente: Google secondo, Microsoft terzo (pur se virtualmente in testa grazie alla quarta posizione del brand MSN/Windows Live).

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  • wolf

    Salve ,sono un reporter free-lance e a proposito vorrei raccontarti un problema sia di dovere di cronaca che di tutela dell?informazione in rapporto ai nuovi media,che in Italia a quanto sembra non sono ben visti… Campo di battaglia: lo svolgimento delle elezioni regionali 2009 in Sardegna. Un amico che lavora per una delle testate giornalistiche più importanti, mi aveva parlato tempo fa ,di come fossero state date disposizioni ferree, nell?affrontare qualsiasi notizia inerente alla campagna elettorale. Oltre a notare come si parlasse esclusivamente dei candidati alla presidenza, Soru e Cappellacci, con pochissimo, se non inesistente spazio per gli altri, ho trovato un articolo della Nuova Sardegna in seconda pagina, che descriveva l?utilizzo di youtube in maniera vittoriosa del candidato del PDL a discapito del suo avversario che invece regna su facebook. Bene, ovviamente sono andato immediatamente ad approfondire la ricerca, ma il mio risultato è stato piuttosto diverso? Entrato su youtube ho ricercato per tre volte distinte con le seguenti frasi: regionali 2009, elezioni regionali 2009, regionali 2009 sardegna (potete provare anche voi). Ora, oltre alla presenza dei presidenti che non si evidenziano ne per visite ne per supporto di sottoscrizioni, ne per qualità tecniche, ho scoperto tanti altri candidati più in vista e che utilizzassero il canale con più coscienza; primo esempio è Carlo Melis che è più visitato, più sottoscritto (tra i primi in Italia), e soprattutto comunica utilizzando l?Alta Definizione (HD) con video tra i 3 e i 5 min.; mentre un certo Panunzio si avvale della musica di sottofondo di un musical che pare sia il plagio scandalo da cui prese l?inno Forza Italia, e tanti altri candidati e realtà che, finalmente, espongono il loro programma senza nascondersi dietro spot da 20 sec. Preconfezionati, con claim scritti da chi sa chi. Questo in democrazia, o almeno per diritto all?informazione, sarebbe un aspetto da urlare a gran voce ai cittadini che vorrebbero sapere qualcosa di più, ma pare che non sia così; chi vuole strumentalizzare o nascondere alcune verità attraverso giornali e tv non ha nessuna intenzione di mollare l?osso?
    L?ultimo pensiero che mi rimane è : con l?entrata ufficiale del Vaticano su youtube e di tanti altri colossi, fino a che punto potranno o riusciranno, nell?intento di screditare blog, social network e tutto il mondo web?