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Intel vuole portare Ubuntu sui palmari

Il colosso dei microchip ha intenzione di mettere a punto uno strumento portatile basato sulla popolare distribuzione di Linux Ubuntu. Il dispositivo si dovrebbe distinguere per il basso consumo energetico e dovrebbe essere pronto entro Ottobre

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È allo studio della Ubuntu Community l’Ubuntu Mobile And Embedded Project, cioè una versione della popolare distribuzione di Linux per dispositivi mobile, ed il progetto dovrebbe prendere forma in stretta cooperazione con il colosso Intel.

Tra le molte possibili versioni del sistema operativo open source Linux, Ubuntu è quella che negli ultimi tempi si è distinta maggiormente per successo sul mercato e partnership importanti siglate, ed ora l’obiettivo pare essere l’allargamento dei propri orizzonti: «è chiaro che questo nuovo tipo di device (palmari e tablet abilitati alla connessione ad internet) cambieranno il modo in cui comunichiamo e collaboriamo. Questi strumenti pongono nuove sfide alla comunità open source e richiedono nuove interfacce grafiche» queste le parole di Matt Zinnerman CTO di Ubuntu, riportate dalla BBC.

Una simile partecipazione non deve stupire in quanto il mercato dei software per dispositivi portatili annovera grandi marchi ed il miliardario sudafricano Mark Shuttleworth, una delle forze principali dietro lo sviluppo di Ubuntu, è già riuscito a concludere importanti accordi che hanno portato la distribuzione del sistema operativo del pinguino addirittura su macchine targate Dell.

Paul Otellini, CEO Intel, ha già avuto modo di presentare un prototipo del dispositivo mobile (ufficialmente annunciato per ottobre 2007) che monta una versione preliminare del sistema operativo in questione al pari di Windows Mobile. Secondo le prime indiscrezioni molto dello sforzo che il primo produttore al mondo di microchip sta facendo nel posizionarsi nel mercato dei dispositivi mobili va nella direzione del risparmio energetico. Oltre ad economizzare energia su molte operazioni, infatti, è intenzione di Intel mettere a punto anche un nuovo microchip apposito, dal nome in codice Silverthorn, grande un settimo del normale e in grado di consumare fino al 90% di energia in meno (con grandi vantaggi conseguenti per la durata delle batterie del dispositivo, notoriamente il tallone d’Achille del mondo mobile).

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