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Google collabora per Firefox 3

Mountain View sta dando il suo contributo alla realizzazione della terza versione del browser di Mozilla lavorando all'integrazione di un sistema per la gestione e l'esecuzione di applicazioni web-based anche offline in stile Google Gears

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È l’ambito delle applicazioni web-based fruite anche offline la prossima terra di conquista che Firefox sta puntando assieme a Google per la terza versione del suo browser open source che si prevede ricca di novità.

Per far decollare definitivamente il software-as-a-service Google sta collaborando con gli sviluppatori di Mozilla per permettere alla versione 3.0 di Firefox di integrare un sistema per l’utilizzo delle applicazioni SaaS anche offline in maniera simile a come fin’ora è stato fatto con l’estensione Google Gears. L’idea di base è quella per cui, ad esempio, una mail scritta offline possa essere comunque salvata tra le bozze facendo sì che il browser crei in automatico una cartella sul disco rigido e poi la invii non appena sia disponibile una connessione.

Oltre a tale aspetto, Firefox 3.0 si distinguerà per un forte riconfigurazione della modalità di navigazione tra i bookmark e la history, in modo anche da facilitare le applicazioni di terze parti che volessero attingere a tali dati. Infine molto si sta lavorando sui problemi di sfruttamento delle risorse: una delle principali lamentele degli utenti di Firefox 2 concerne il fatto che il browser sia diventato un software pesante da eseguire («abbiamo lavorato molto per prevedere scenari di utenza e migliorare le performance a livello di memoria. Ci stiamo davvero concentrando sul concetto di grosso software per assicurarci che la memoria utilizzata sia ragionevole» ha spiegato a PcPro Mike Schroepfer, vice presidente del settore engineering).

Mozilla torna ad evidenziare il fatto che il gruppo non punta in alcun modo alla conquista del mercato dei browser e, come ricorda Mike Shaver, «non vogliamo che il 90% del mondo usi Firefox. Vogliamo fornire un’esperienza d’uso competitiva e vogliamo che Opera, Safari e Internet Explorer competano allo stesso modo»: una risposta tra le righe alle ambizioni duopolistiche già lette tra le righe dell’ultimo WWDC Apple.