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Oligopoli telematici. Ovvero il rallentamento allo sviluppo delle reti secondo il Censis

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E’ stato pubblicato dal Censis un interessante rapporto dal titolo “Le concentrazioni del potere: Il controllo delle reti telematiche” dove, tra gli altri, si affrontano i temi delle barriere competitive oligopolistiche e le ragioni della scarsa competitività del nostro paese nei settori tecnologici.

Il Censis , Centro Studi Investimenti Sociali, è un istituto di ricerca socio-economica che da più di quarant’anni svolge attività di studio e consulenza in vari settori della società italiana tra cui gli ambiti della formazione, del lavoro, del welfare, dell’economia e della cultura.

Come si legge dal sito, dal 2000, il Censis ha avviato una riflessione approfondita sul tema del “modello” socio-economico italiano con l’obiettivo di mettere in luce gli elementi più innovativi e le schegge emergenti di vitalità.

Proprio in quest’ambito si colloca lo studio, preceduto dal comunicato stampa “L’oligopolio telematico non frena gli italiani in rete” presentato al pubblico in questi giorni e denominato “Le Concentrazioni del potere”, di cui “Il controllo delle reti telematiche”, vedasi pdf, rappresenta il quarto ed ultimo appuntamento.

Abbiamo già avuto modo di sottolineare in questo blog il peso dei monopoli (“BroadBand: posizioni di monopolio e antitrust“) nella diffusione della banda larga.

Il Censis offre ora uno sguardo più articolato ove, di fianco ai ben noti problemi ed alla critica delle infrastrutture si segnala una grande vitalità “nei diversi ambiti e settori che costituiscono la realtà virtuale”.

Risulta che la nostra arretratezza innovativa è contrastata da elevati consumi di tecnologia.

Un popolo di soli consumatori tecnologici, non in grado di generare anche una spinta all’innovazione per la creazione di nuovi prodotti, è malauguratamente destinato a ricoprire un ruolo marginale nei nuovi processi geo-economici.

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