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SeaShore: come ti semplifico il fotoritocco

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Quando si parla di fotoritocco, il primo software che salta in mente è, inevitabilmente, Photoshop, ormai standard di riferimento per il settore.

Non tutti, però, potrebbero essere disponibili ad usare Photoshop: si tratta di un programma eccezionale ma è un software professionale, dunque è costoso (e non poco!) e probabilmente non adatto ad un utente alle prime armi (la mole di funzioni disponibili può essere disorientante).

SeaShore risolve entrambi i problemi: è gratuito (ed open source) ed è molto semplice da usare (ha, evidentemente un target diverso dal programma di Adobe).

Questo non deve far credere che il programma sia poco efficiente! Innanzitutto, possiamo dire che il codice di SeaShore deriva direttamente da quello di un progetto sicuramente noto ai più, The Gimp (l’editor grafico open source, valido almeno quanto Photoshop) e questo ritengo sia una garanzia.

Il bello di SeaShore, rispetto al “padre”, è che sfrutta le librerie grafiche Cocoa: dunque gira nativamente su OS X (non ha bisogno dell’ambiente X11, che invece rallenta The Gimp).

Come The Gimp, SeaShore è in grado di gestire i livelli (fino ad un massimo di venti), mette a disposizione diversi pennelli, texture, effetti base (blur, gaussian blur, effetti di colore, sharpen) e, se questi non fossero sufficienti, è possibile aggiungerne altri con il sistema dei plugin.

Non male anche le funzioni di modifica, che permettono la modifica, la rotazione ed il ridimensionamento. Insomma c’è tutto ciò che può servire per modificare un’immagine (con le operazioni più comuni) con buoni risultati e senza pretesa di professionalità.

Per quanto riguarda i formati supportati: xcf (gestito anche da TheGimp), jpeg, jpeg2000, png, tiff.

Per completare, vi ricordo che l’applicativo è disponibile in Universal ed è compatibile con Mac OS X a partire dalla versione 10.3.9.

Davvero una valida alternativa ai più blasonati software di fotoritocco… provatelo e fatemi sapere cosa ne pensate.

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