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Neelie Kroes dura contro Microsoft

Neelie Kroes, commissario europeo all'antitrust, è stata particolarmente dura con Microsoft: il gruppo detiene un monopolio e ne fa un uso scorretto, dunque ora non c'è solo da regolare la questione Media Player, ma c'è proprio da erodere il sui 95%

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La conferenza stampa di Neelie Kroes, commissario europeo per l’antitrust, è una difesa senza timori del proprio operato. La Kroes (difendendo peraltro una decisione originariamente firmata dall’italiano Mario Monti) ha spiegato con molta fermezza come la situazione sia intollerabile e, mai come oggi, azioni dure nei confronti dei monopoli si rendono necessarie per favorire una libera concorrenza in un libero mercato.

La Kroes, però, si spinge anche oltre. Il caso non si limita al solo Media Player (causa scatenante dell’azione legale), ma si estende piuttosto a tutto l’operato di Redmond. Secondo la commissione è l’intero monopolio Microsoft a dover essere limitato e la Kroes ribadisce a più riprese come un’estensione del 95% sul mercato significa una situazione inquinata da ripulire a tutti i costi. Più volte, dunque, viene sottolineato come questa percentuale debba scendere e debbano essere lasciati più spazi a quanti potrebbero voler entrare sul mercato (non è però quantificato un livello “accettabile” entro cui la quota Microsoft dovrebbe andare a consolidarsi).

Particolarmente interessante la sessione di domande trasmessa in diretta da SkyTg24 a poche ore dalla pubblicazione della sentenza del Tribunale di Primo Grado. La Kroes glissa strategicamente su Windows Vista: spiega di non poter dare risposte immediate, ma lascia supporre come qualcosa possa ancora succedere. Si ipotizzano inoltre interventi ulteriori oltre alle sole multe, in quanto probabilmente non sono 500 milioni di euro a cambiare le carte in tavola (nega, però, la possibilità di azioni penali sul management). La Kroes, inoltre, tenta di negare la possibilità di un incidente diplomatico con gli USA e spiega di avere contatti con le omologhe autorità di controllo d’oltreoceano (che incontrerà di persona, peraltro, già la prossima settimana). Nessun commento, ancora, sul possibile appello che Microsoft potrebbe ancora portare avanti: «mi soffermo sulla situazione attuale» spiega il commissario antitrust lasciando comunque trapelare un certo ottimismo sul fatto che nessun problema si interporrà sulla strada che porta alla regolamentazione del mercato.

La Kroes non ha nascosto il proprio disappunto sul fatto che la sentenza abbia cancellato la possibilità da parte della Commissione di far affidamento su di un fiduciario che controlli l’operato dell’azienda da vicino. Anche perchè, e la Kroes lo dice con ferma chiarezza, la Commissione Europea intende continuare a tenere sott’occhio Microsoft: la posizione non è sanata e la multa punisce semplicemente i comportamenti pregressi.

Il monopolio va incrinato e la Kroes promette battaglia. Per ora Microsoft è nell’occhio del ciclone, ma l’agguerrito presidente della Commissione Antitrust parla di «importante precedente» e dimostra così di non temere un eccessivo carico di lavoro: a specifica domanda, infatti, la Kroes non nega la possibilità che la Commissione Europea possa ora divenire la valvola di sfogo per eventuali cause similari, ma al tempo stesso spiega che ogni azienda che ha una situazione insana da denunciare «è la benvenuta».

In borsa la situazione del titolo MSFT si fa più pesante con l’avvicinarsi all’apertura di Wall Street, ma il -1.8% di questi minuti sembra essere appesantito anche da una situazione generale di borsa particolarmente grigia per l’ennesimo aggravarsi della situazione del sistema bancario internazionale.

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