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iPhone confermato anche in Francia

Da France Telecom giungono le prime conferme: l'iPhone giungerà in Francia legandosi ad Orange come carrier esclusivo. Nelle stesse ore Steve Jobs viene convocato dalla SEC per rispondere in qualità di testimone relativamente al caso delle stock option

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I nostri cugini d’oltralpe avranno presto in mano l’iPhone. La conferma è giunta da Didier Lombard, CEO France Telecom. Sarà in fatti la sua compagnia il carrier selezionato per distribuire il telefono Apple sotto la Tour Eiffel tramite la controllata Orange. Nessun dettaglio ulteriore è stato al momento diramato in quanto il gruppo (a parte le dichiarazioni del CEO) non ha ancora distribuito comunicati stampa specifici. L’annuncio è atteso per il 24 settembre ed il telefono potrebbe essere in Francia entro novembre.

In linea di massima è presumibile che il telefono con la mela possa essere distribuito in Francia in data 09/11, ovvero lo stesso giorno in cui gli Apple Store porteranno l’iPhone anche nel Regno Unito ed in Germania. Anche il prezzo dovrebbe rimanere fisso a 399 euro, mentre nulla è dato a sapersi circa le caratteristiche ed i prezzi di abbonamento che offrirà Orange agli utenti.

Nelle stesse ore a Cupertino giunge una notizia di diverso tenore: il CEO Steve Jobs è stato convocato dalla SEC (U.S. Securities and Exchange Commission) per testimoniare nel caso relativo a Nancy Heinen, una delle teste saltate a seguito della scoperta delle irregolarità delle stock option. La Heinen, in particolare, è coinvolta nelle stock option accreditate proprio a Jobs. La figura del CEO non viene messa in discussione ed il gruppo è tagliato fuori da qualsiasi possibile incidente grazie all’«estrema collaborazione» prestata dopo la scoperta del misfatto contabile.

Il caso stock option continua a girare attorno alla figura di Jobs, ma il CEO è stato tenuto fuori a forza da ogni sospetto grazie ad una immediata estesa indagine interna che ha portato alla consegna di due responsabili i quali hanno pagato per il proprio operato: Fred Anderson, ex Chief Financial Officer Apple, ha patteggiato una pena multimilionaria pur negando ogni addebito; Nancy Heinen è attesa solo ora alla sbarra ma sulla sua cartella è segnata una denuncia per 7.5 milioni di azioni retrodatate non ascritte al bilancio dell’azienda. Va ricordato, infatti, come il backdating sia una operazione assolutamente legale, la quale va però regolarmente denunciata e messa a bilancio onde evitare di creare un valore posticcio privo di base reale.