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Problemi all’Ue per la riforma delle TLC

Le idee del commissario Viviane Reding non sono condivise da tutti all'interno del parlamento europeo e rischiano di non essere approvate. A capeggiare le due opposte fazioni Viviane Reding e Neelie Kroes. In ballo anche il controllo della rete italiana

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Non è stata accolta con molta benevolenza la proposta di riforma delle normative europee nel settore TLC. Viviane Reding, commissario dei Media e dell’Information Technology presso l’UE, ha infatti presentato il suo progetto senza incontra il favore di tutti.

L’idea della Reding gira tutta quanta attorno al concetto di scorporo per le compagnie di TLC del settore network da quello amministrativo, in modo che i due settori non causino conflitti e zone di monopolio. Oltre a questo la Reding ha previsto l’istituzione di un’agenzia europea per le TLC che sia super partes e faccia capo all’Unione e non ai singoli stati. La composizione dovrebbe essere di 27 membri provenienti dagli organismi regolatori di tutte le grandi Telecom.

Ad avversare il commissario sono stati in molti in seno al parlamento europeo, entità che dovrà scegliere se approvare o meno la nuova riforma entro il 13 novembre. Le accuse principali riguardano il fatto che una simile riorganizzazione potrebbe creare molti più ostacoli burocratici e quindi bloccare gli investimenti. A capeggiare gli scettici c’è Neelie Kroes, commissario Antitrust nota alle cronache per la recente battaglia anti-Microsoft, che si è espressa con parole dure: «la separazione funzionale nell’industria delle comunicazioni elettroniche non solo è superflua ma anche dannosa perchè non previene la discriminazione fatta sugli operatori alternativi».

Molto criticato è stato anche il paragone fatto con quanto avvenuto nel settore elettrico, dove uno scorporo e la creazione di un’agenzia sovranazionale hanno creato un mercato migliore. Le principali motivazioni di tali attacchi vengono sia dalla non necessarietà dell’operazione («al contrario dei mercati dell’energia, nelle tlc non si vede alcuna giustificazione per la creazione di un’agenzia dal momento che la liberalizzazione del settore è stata un successo») che dal danno che ne può derivare («nel settore delle comunicazioni elettroniche, dare poteri di regolare la competizione ad un’agenzia comunitaria, può creare solo confusione e creare interferenze con le competenze della commissione»).

Ad ogni modo, nonostante le critiche di mancata agevolazione per l’entrata nel mercato di nuovi operatori, la Reding ha voluto esplicitare il fatto che la proposta portata avanti prevede ogni tipo di aiuto e supporto per le aziende di piccole dimensioni.

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