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Google/DoubleClick al vaglio del Senato

L'udienza del Senato sulla fusione tra Google e DoubleClick è stata l'occasione per ascoltare le opinioni delle diverse parti in gioco. Nessuna particolare opposizione è emersa dal Senato mentre Microsoft ha invece duramente attaccato la fusione

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Nuovamente sotto i riflettori la discussa unione tra Google e DoubleClick. L’udienza del Senato su tale argomento si era resa necessaria vista la rilevanza delle forze in gioco: le due società dominano rispettivamente il settore delle ricerche e della pubblicità su Internet, e una loro unione sarebbe in grado di creare una entità estremamente potente, in grado di mettere a rischio la privacy degli utenti e di limitare la concorrenza nel settore della pubblicità online.

Il senatore Herb Kohl, D-Wis, chairman del sottocomitato antitrust, ha dapprima fatto notare come la transazione richieda una disamina più attenta, salvo poi affermare che non ci sono chiari vincitori tra chi supporta e chi invece si oppone alla acquisizione. Il senatore Charles Schumer è apparso soddisfatto dalla lettera inviata il 25 settembre da parte del motore di ricerca, nella quale la società affermava di voler intraprendere dei passi importati per migliorare gli standard relativi alla privacy, ricordando inoltre come la fusione porti ulteriori posti di lavoro nella città di New York.

Microsoft è convinta del fatto che l’accordo permetterà a Google di «diventare il canale dominante per tutte le forme di pubblicità online». A rischio anche la privacy poichè se l’accordo andasse in porto, Google avrebbe «il controllo esclusivo del più ampio database di informazioni sugli utenti che si sia mai visto». Il tutto porterebbe a notevoli conseguenze negative sul piano economico. Brad Smith, consigliere generale Microsoft, ha affermato come la fusione avrà un impatto negativo sugli inserzionisti, sui pubblicitari e sugli utenti; si tratterà in poche parole di un evento «negativo per l’intera America». All’orizzonte si prospetta quindi un unico enorme canale attraverso il quale passeranno quasi tutte le forme di pubblicità online; i profitti per gli operatori dominanti non mancheranno di crescere, mentre a rimetterci saranno le tre categorie sopra menzionate.

Le critiche mosse da Microsoft appaiono alquanto ironiche, come ha fatto notare il chief legal officer di Google David Drummond, poichè partono da una società che è sempre stata sotto il mirino dell’antitrust e che ha appena perso la causa contro la Unione Europea, senza dimenticare l’acquisizione da parte di Microsoft di aQuantive per 6 miliardi di dollari. Drummond ha difeso l’accordo dichiarando che «l’acquisizione di DoubleClick non viola le leggi antitrust per un semplice motivo: Google e DoubleClick sono business complementari e non competono l’uno con l’altro. «Questo tipo di acquisizioni costituiscono dei forti segnali di come il mercato creda ci sia spazio per la crescita e la competizione».

Google è inoltre convinta di come la Federal Trade Commission, attualmente al lavoro sul suo operato, finirà per approvare l’acquisizione senza riserve entro la fine dell’anno. Secondo Drummond la transazione non diminuirà la competizione poichè DoubleClick non vende pubblicità ma fornisce tecnologie e servizi alle compagnie che intendono visualizzare annunci pubblicitari online. «DoubleClick sta a Google come FedEx o UPS stanno ad Amazon.com», ha aggiunto.

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