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Facebook prepara le varie versioni nazionali

Prima di accettare l'eventuale ingresso nella società di capitale esterno (presumibilmente di provenienza Microsoft) Facebook vuole sublimare al meglio le proprie potenzialità aprendo varie versioni localizzate. Il social network punta sul mondo extra-USA

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Facebook ha ancora un grande progetto in mente prima di ricevere ogni qualsivoglia investimento esterno: l’internazionalizzazione. L’idea è stata ammessa ai microfoni del Financial Times, ma non sono state fornite ulteriori informazioni in proposito: l’ipotesi è quella per cui a breve Facebook possa essere tradotto nelle principali lingue al mondo, così che il social network possa divenire di comprensione più immediata e possa meglio ospitare l’utenza meno in confidenza con l’idioma anglosassone.

La realtà internazionale è quella in cui Facebook meglio si esprime. MySpace basa il proprio strapotere sulla realtà statunitense, mentre altrove (Canada, Regno Unito) il social network di Mark Zuckerberg ha numeri notevolmente più importanti rispetto al servizio di proprietà di Rupert Murdoch. Anche negli Stati Uniti, peraltro, Facebook è in rapido recupero: in agosto, secondo i dati forniti da ComScore, MySpace ha raccolto il doppio degli utenti unici del concorrente con un rapporto di forza pari a 60 milioni di utenti contro 30 milioni. Nielsen/NetRatings ha misurato per il Regno Unito 6.5 milioni di utenti per Facebook (il 20% dell’intera utenza web inglese) contro 6.4 di MySpace (l’estate è stato dunque il momento del sorpasso). In Canada la sfida è più impari: Facebook a quota 12 milioni di utenti, MySpace fermo a 4.

I numeri spiegano il motivo per cui molti gruppi hanno già buttato gli occhi su Facebook e soprattutto il motivo per cui Microsoft starebbe cercando con forza quantomeno una partecipazione nel gruppo (che garantirebbe quantomeno di sottrarre il boccone a Google). Facebook è oggi quotato 10 miliardi di dollari, valutazione che secondo alcuni riflette la grande importanza dei social networks e secondo altri rappresenta l’emblema della nuova bolla che si sta gonfiando attorno al mondo di Internet. Entrambe le ipotesi potrebbero essere buone se è vero che solo pochi mesi fa Yahoo aveva offerto 1 miliardo di dollari per Facebook e nel 2005 Murdoch ha fatto proprio MySpace per poco più di mezzo miliardo.

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