QR code per la pagina originale

Odiano Mastella e Mastella li denuncia

Clemente Mastella non ha gradito l'ironia del blog 'Mastella ti odio' e così si è rivolto alla Polizia Postale per chiedere la chiusura del sito. Gli autori rivendicano libertà di parola e trovano il sostegno online. Qualcosa di simile è successo a Casini

,

«Alla fine è successo. Mastella vuole farci chiudere e a tale scopo si è rivolto alla Polizia Postale. Sinceramente non sappiamo se il Ceppalonico avrà successo, in ogni caso se la censura del nostro blog andasse in porto il tutto costituirebbe veramente un precedente grave e scandaloso per la democrazia di questo paese. Abbiamo già dichiarato più volte che il titolo di questo blog è puramente simbolico. Mastella ci accusa di essere neonazisti e di incitare alla violenza. Vi consigliamo di navigare all’interno del blog e verificare la consistenza nulla di queste accuse. Siamo veramente curiosi di sapere quali leggi della Repubblica Italiana avremmo violato»: così i responsabili del blog mastellatiodio.blogspot.com annunciano l’inizio del braccio di ferro con il politico.

La risposta di Mastella arriva prima ancora della denuncia, tramite l’ultima puntata di Ballarò nel quale il ministro ha spiegato di essere a conoscenza del blog. Mastella in quell’occasione ha fatto capire che stava affilando le armi («non farò, lo voglio dire a Grillo, nè la fine di Craxi nè di Biagi» è la citazione ripresa dal Corriere della Sera) ed a breve l’approfondimento del discorso è arrivato tramite i legali. Il Corriere, avventurandosi in una improbabile segnalazione relativa alla dislocazione dei server del sito, indica infine che la denuncia chiede espressamente l’oscuramento del blog.

Un caso precedente aveva già scosso l’opinione pubblica a pochi giorni di distanza dal V-Day: il finto blog ufficiale di Pierferdinando Casini è comunque ancora online in quanto gli autori hanno risposto in pieno alle richieste portate avanti da Google per far chiarezza sulla questione. Nel caso del sarcastico blog su Mastella, gli autori continuano il proprio post ricordando come anche Bush e Blair abbiano subito caricature simili, senza che mai tale operato fosse però messo in discussione. A poche ore dalla comunicazione oltre 300 commenti di sostegno animano il dibattito sul sito: la sensazione è che il post-V-day abbia lasciato una certa tensione nei rapporti tra la politica e che in questa situazione ogni piccola crepa si stia manifestando con maggiorata eco.

Notizie su: