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Il vecchio marketing di Snuggle

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Ve lo ricordate Coccolino (Snuggle per gli inglesi)? La sua discesa tra comodi panni ha fatto compagnia ai bimbi degli anni 80, cresciuti poi nell’era della TV commerciale. Da quella pubblicità, che possiamo rivivere grazie a Internet, è passata molta acqua sotto i ponti del marketing; eppure la sensazione è che oggi manchi quella semplicità e naturalezza che all’epoca colpiva gli spettatori e li trainava, trasformandoli in famelici top spender, nei supermercati di tutto il mondo.

Messaggi forti e chiari, senza giri di parole, tant’è vero che appena ho visto l’orso paracadutarsi mi è venuto in mente il nome del prodotto e la tipologia. In un attimo, a distanza di 15 anni.

Il valore del marketing e dell’advertising b2c è andato perdendosi nella ricerca spasmodica dell’effimero. È pur vero che certi spot attraggono e stupiscono, ma in generale è facile notare un calo di interesse (e quindi di resa) nei confronti della pubblicità in TV e sui media tradizionali.

Eppure c’è chi giura che ogni ora di televisione costa al consumatore ben 3 euro all’anno. Gli Italiani guardano 3 ore e mezza di TV al giorno: fate voi il conto di quanto ci costa guardare la televisione secondo questo calcolo tratto da un’analisi portata alla luce da Radio Capital.

Il dato mi rende scettico, sarà perchè quando comincia la pubblicità ne approfitto per fare dell’altro?

E voi? Siete ancora schiavi dello spot o preferite cercarvi la pubblicità sul web?

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