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Dagli hard disk al Premio Nobel

Albert Fert, francese, e Peter Gruenberg, tedesco, si sono aggiudicati il Premio Nobel per la Fisica grazie alle ricerche relative alla Magnetoresistenza Gigante, un principio che ancora oggi è alla base del funzionamento degli hard disk

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Albert Fert, francese, e Peter Gruenberg, tedesco, sono i nomi che sono stati insigniti del premio Nobel per la Fisica. Il premio è stato meritato in seguito alle ricerche conseguite nel rapporto tra campi elettromagnetici e resistenze elettriche, con la scoperta di uno dei principi che è alla base del funzionamento degli attuali hard disk. Trattasi di un riconoscimento dovuto per due ricercatori che grazie al proprio operato hanno concretamente permesso al mondo dell’informatica di compiere passi da gigante, passando dai mastodontici calcolatori in stile ENIAC agli attuali dispositivi che assurgono alla dimensione tascabile.

Spiega Per Carlson, presidente della commissione che gestisce la consegna dei premi Nobel: «grazie a questa scoperta, le dimensioni dei computer si sono ridotte notevolmente. Basta ricordare i giganti dal 1964. Anche il costo dei personal computer è crollato in modo incredibile». Continua poi La Repubblica: «Fert, 69 anni, è professore all’Università Paris 11 (a Orsay), ed effettua le sue ricerche presso l’Unità mista di fisica CNRS/Thales, della quale è stato uno dei fondatori, nel 1995. Grueberg, 68 anni, è professore a Juelich, in Germania».

La scoperta che ha permesso di raggiungere il traguardo che corona la carriera di Fert e Gruenberg parte dai cambiamenti che una piccola variazione in un campo elettromagnetico è in grado di imporre ad una resistenza elettrica: una leva tanto vantaggiosa rappresenta una sinergia sfruttabile con sensori specifici ed il tutto è stato messo nero su bianco nel 1988 sotto il nome di Magnetoresistenza Gigante (GMR). Casualmente, però, Fert e Gruenberg sono giunti contemporaneamente alla stessa conclusione partendo da due ricerche autonome e differenti. Il Nobel è pertanto stato attribuito ad entrambi ed ora i due potranno spartirsi il premio da 1.5 milioni di dollari (10 milioni di corone svedesi) previsti come riconoscimento della comunità scientifica.

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