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2.5 miliardi per lo spettro a 700 MHz

Per 2,5 miliardi di dollari il primo carrier statunitense di telefonia mobile si è assicurato subito una parte dello spettro a 700 MHz, vendutogli da Aloha Partners. Il resto andrà all'asta nel gennaio 2008, asta destinata a portare in cassa 10 miliardi

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Con parecchio anticipo su tutti i concorrenti AT&T, il principale operatore telefonico statunitense, si è già aggiudicato per 2,5 miliardi di dollari una fetta dello spettro radiofonico a 700 MHz la cui asta sarà tenuta all’inizio del 2008. A rendere possibile l’acquisto anticipato è stata la Aloha Partners LP che ha deciso di vendere la sua parte di banda.

Lo spettro acquisito consentirà ad AT&T di aumentare e migliorare i servizi di trasferimento dati come video o immagini attraverso connessioni di terza generazione (delle quali quindi non potrà beneficiare l’iPhone), andando a coprire ben 196 milioni di persone in 281 mercati, cosa che rende AT&T il più grande proprietario di licenze nello spettro tra i 700 e gli 800 MHz. Ad ogni modo al momento il carrier non ha ancora deciso (o quantomeno spiegato) come impiegherà lo spettro acquistato, del quale una parte sarà disponibile subito e un’altra dal 2009.

Tutti gli altri operatori dovranno invece aspettare Gennaio 2008 per partecipare all’asta per le frequenze da 700 MHz, abbandonate dai canali televisivi per passare alla trasmissione HD, e in grado di fornire una copertura migliore e più efficace delle trasmissioni radiomobili, e soprattutto adatte per la trasmissione di connessioni a banda larga, un tipo di servizio ancora poco diffuso nel mercato della telefonia mobile statunitense. Inoltre quello a 700 MHz è un segnale che più facilmente viaggia a lunga distanza e passa attraverso muri e ostacoli di varia natura.

Ma la mossa di AT&T, che comunque sembra parteciperà lo stesso all’asta di Gennaio, può dare anche un interessante indizio sulle cifre intorno alle quali ci si potrebbe attestare durante l’asta. I principali analisti sostengono infatti che il governo degli Stati Uniti potrebbe racimolare una cifra intorno ai 10 miliardi di dollari.

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