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Associated Press denuncia MoreOver

Associated Press porterà in tribunale Moreover e Verisign. La colpa è identificata nel fatto che Moreover distribuisce notizie AP senza le dovute autorizzazioni. In precedenza AP ha già costretto Google ad un accordo su basi simili

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Associated Press torna sul piede di guerra per difendere il copyright dei propri contenuti. L’azienda, infatti, essenzialmente basa il proprio operato sulla produzione e redistribuzione di materiale informativo: la riproduzione non autorizzata dello stesso, pertanto, risulta essere una violazione del mercato del gruppo e va ad influire sui benefici traibili dal proprio lavoro. La decisione è quindi risoluta: dopo Google News, ora Associated Press denuncia anche Moreover.

Moreover è un aggregatore di notizie che rastrella l’informazione sul web e la ripropone tramite canali vari. Associated Press avrebbe chiesto in settembre a Moreover di terminare la distribuzione di notizie firmate AP, spiegando che per avvalersi di tale diritto occorre regolarmente affiliarsi ai programmi di distribuzione previsti. La diffida non ha però avuto risposta e così è scattato automatico il responso legale: Moreover Technologies (e per logica conseguenza anche la controllante VeriSign) sono stati citati e dovranno difendersi davanti ai giudici della Corte Distrettuale di New Tork, a meno che nel frattempo non si raggiunga un qualche accordo extra-giudiziario come nel caso Google.

La colpa sembra essere stata identificata da Associated Press nel fatto che Moreover ha sostituito il proprio nome a quello dell’agenzia simulando una distribuzione delle news in real time senza averne i diritti. La battaglia intrapresa, insomma, non sembra essere rivolta a soffocare l’informazione sul web, ma sembra voglia piuttosto soggiogare un importante hub distributivo costringendolo ad un accordo che remuneri adeguatamente AP per l’attività portata avanti.

La guerra con Google News è stata a suo tempo in qualche modo vinta: AP ha chiesto a Google di desistere dal pubblicare notizie prodotte dall’associazione in quanto indicizzate da gruppi che hanno pagato per avere tale diritto. Lo sfruttamento parassita dei contenuti trovati in rete, pertanto, viene messo all’angolo ed alla fine Google è costretto ad un accordo. Oggi il materiale Associated Press è raccolto in una repository particolare sui server Google ed è distinto dal resto dell’informazione indicizzata.

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